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Caos movida al Centro Storico, il Consiglio di Stato rigetta l’appello di cinque locali di vico Quercia. Ricorrevano contro la sentenza del Tar Campania, emessa l’anno scorso, con la quale si accoglieva il reclamo di quattro residenti (assistiti dall’avvocato Gennaro Esposito del comitato Vivibilità Cittadina.) contro l’inerzia del Comune di Napoli.

In primo grado, i giudici hanno dichiarato illegittimo il silenzio dell’amministrazione, imponendo di adottare provvedimenti concreti e regolamentare i baretti, a tutela del diritto al riposo dei residenti. Nel frattempo, il Comune ha ottemperato alle prescrizioni del Tar. Palazzo San Giacomo ha emanato due ordinanze. Obiettivo: ricondurre a livelli di normale tollerabilità le immissioni acustiche tra vico Quercia e via Cisterna dell’Olio, derivanti dall’attività dei locali e dall’afflusso dei clienti.

Se il Comune non ha fatto appello, lo stesso non può dirsi per gli esercenti. Tuttavia, la quarta sezione del Consiglio di Stato ha accolto l’eccezione di improcedibilità, formulata dalla difesa dei residenti. Motivo: sopravvenuta carenza di interesse, proprio per l’adozione di un’ordinanza sindacale della durata di 2 mesi, emanata il 4 novembre scorso. “Nel caso di specie – afferma la sentenza -, deve ritenersi venuto meno l’interesse a proseguire ulteriormente il giudizio sul silenzio, essendo cessata l’inerzia dell’amministrazione sull’istanza del 26 febbraio 2025 a seguito dell’adozione di un provvedimento espresso”. Il provvedimento del Comune stabiliva il divieto della vendita e della somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche, dalle 22.00 alle ore 06.00 del giorno seguente, oltre a prevedere che l’orario di chiusura degli esercizi fosse dalla domenica al giovedì alle 00:30; il venerdì ed il sabato alle 01:30 del giorno successivo.