Ad attirare l’attenzione dell’associazione è un cordolo, comparso da poco in via Acton. Così Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli scrive a Comune e Prefettura, segnalando “potenziali criticità” della struttura stradale. “A seguito di osservazioni visive condotte lungo Via Acton, supportate dalla documentazione fotografica che si allega – spiega il presidente Giovanni Natale -, si intende sottoporre alla valutazione alcuni elementi relativi allo spartitraffico in pietra di recente installazione, posto a separazione delle corsie con opposti sensi di marcia, in relazione alla rispondenza con le vigenti norme tecniche di progettazione stradale”. Segue l’elenco dei presunti elementi di rischio. “Conformazione della testata d’inizio – osserva l’associazione -: presenta una superficie verticale a spigolo vivo a 90°, apparentemente priva di raccordatura a scivolo o smussatura”. Si chiede “di valutare se tale conformazione, data la collocazione tra flussi di traffico opposti, possa costituire un elemento di rigidità in caso di impatto veicolare, con potenziale rischio per la stabilità dei mezzi e l’incolumità dei conducenti”.
Si passa quindi al profilo dei bordi longitudinali. “I blocchi in pietra – argomenta Cittadinanza Attiva – evidenziano spigoli superiori squadrati e retto-angolari”. Anche qui si sollecita verifica di tale conformazione “in quanto – si sostiene -, oltre ai rischi di danneggiamento agli pneumatici e destabilizzazione dei veicoli in transito, gli spigoli vivi rappresentano un gravissimo elemento di pericolo per l’incolumità fisica di motociclisti e ciclisti in caso di caduta accidentale o scivolata sul manto stradale”. Altro aspetto è la visibilità continua del manufatto. “Pur rilevando la presenza di elementi rifrangenti in corrispondenza delle interruzioni – sottolinea la missiva -, si invita a verificare se lo sviluppo del cordolo richieda l’integrazione di segnaletica ad alta visibilità lungo il profilo orizzontale, a garanzia della percezione del manufatto nelle ore notturne o con fondo stradale bagnato”.
Infine, si richiama l’opportunità di controllare l’altezza del cordolo rispetto al piano viabile. In questo caso, si invoca “un riscontro metrico sull’altezza del manufatto emerso dal manto asfaltico – precisa l’associazione – per accertarne la conformità alla soglia limite di 15 cm indicata dalle norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade (D.M. 05/11/2001), in quanto ad un esame visivo il rilievo appare accentuato rispetto alla quota stradale, configurando un potenziale ostacolo rigido con rischio di impatto severo o ribaltamento per i mezzi a due ruote”. La richiesta è di un sopralluogo tecnico, per accertare la piena rispondenza dell’opera alle disposizioni del Codice della Strada. Ma anche ad “adottare con sollecitudine”, se necessario, interventi di adeguamento, raccordatura o integrazione della segnaletica di sicurezza.















