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Il giorno dopo Porto, a preoccupare il Napoli sono anche le immagini e le parole rimaste dopo il 4-1. Lucca e De Bruyne faccia a faccia in campo, Politano che chiede ai compagni di presentarsi davanti alle telecamere, Hojlund che contesta l’analisi di Allegri. La settima sconfitta in quattordici partite porta con sé segnali di tensione che rendono più complicato il lavoro dell’allenatore. Prima ancora di correggere gli errori, c’è da ritrovare una squadra capace di affrontarli insieme.

La risposta della società è il ritiro. Aurelio De Laurentiis ha deciso di riunire il gruppo da venerdì 6 novembre a Pozzuoli, fino alla partita con la Lazio. La sede indicata è l’Hotel Gli Dei. Domenica, alle 12.30, al Maradona arriva la capolista: un appuntamento che il Napoli affronterà con pochissimo tempo per assorbire le conseguenze della trasferta portoghese.

La discussione tra Lucca e De Bruyne è l’episodio più evidente. Nel finale, con gli azzurri già sotto 3-1, il belga richiama il compagno appena entrato. L’attaccante gli si avvicina e risponde a muso duro. Nelle immagini della diretta si legge il “fuck off” rivolto al centrocampista: un confronto plateale, mentre la partita è ancora in corso e ci sarebbe da tentare di recuperarla. Al fischio finale si aggiunge la scena di Noa Lang che prende la strada degli spogliatoi mentre alcuni compagni lo invitano a raggiungere il resto della squadra verso il settore ospiti. Un gesto del quale non sono note le ragioni, ma che si inserisce in una serata già carica di nervosismo. Da solo non permette di stabilire quali siano i rapporti all’interno del gruppo; insieme al resto, alimenta la preoccupazione di chi guarda.

Poi arrivano le interviste. Allegri sceglie di proteggere i giocatori, sottolineando l’impegno e le difficoltà legate alle assenze: “Sono deluso e amareggiato perché è un brutto momento ma stasera ai ragazzi non posso dire nulla”. La sua lettura è quella di una prestazione rimasta competitiva fino a circa settanta minuti, prima del calo e del crollo nel punteggio. Poco dopo, Hojlund dà una valutazione diversa: “Non sono d’accordo. Non abbiamo giocato bene”. Il danese chiede più gol e soprattutto di interrompere la serie delle sconfitte. Il suo richiamo alle responsabilità comprende l’intero club: “Tutti dobbiamo guardarci allo specchio, non solo allenatore e giocatori, anche la società”. Una critica che coinvolge anche se stesso e allarga il problema oltre le scelte della domenica. McTominay porta davanti ai microfoni tutta la propria rabbia: “Sono così arrabbiato che non riesco a spiegarlo a parole”. Lo scozzese indica questioni concrete: troppi gol concessi, un’area di rigore poco protetta, un numero eccessivo di infortuni da gestire. Il suo pareggio al Dragão aveva tenuto aperta la gara; altri tre gol subiti nella ripresa hanno cancellato quella possibilità. Politano affronta invece il tema dell’assunzione pubblica delle responsabilità: “Mi piacerebbe venisse anche qualcun altro a dare spiegazioni, non sempre noi italiani”. Non fa nomi. E nella stessa serata parlano anche Hojlund e McTominay.

Resta una distanza evidente nel modo di leggere la sconfitta. L’allenatore difende la prestazione, alcuni dei suoi uomini più rappresentativi chiedono un esame più severo. È da qui che deve cominciare il confronto: capire cosa non funziona e assumersi ciascuno la propria parte, senza lasciare che ogni errore diventi un rimprovero tra compagni.

Il ritiro offre tempo per parlarsi, ma la verifica sarà contro la Lazio. Al Napoli serve una risposta tecnica e serve disciplina nei comportamenti. Perché il rischio, adesso, è che alla fragilità mostrata in campo si aggiunga la sfiducia reciproca. E una stagione già in salita diventerebbe ancora più difficile da recuperare.