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Napoli – “Bisogna cercare di vincere domani per dare continuità e dare un senso alla stagione. Non sarà facile, perché il Bologna è una squadra con il ghigno, Mihajlovic è fatto così e ci ha messo mano Walter Sabatini, quindi la squadra ha un senso“.

Lo ha detto il tecnico del Napoli Luciano Spalletti alla vigilia della sfida al Bologna. “Dovremo essere in condizioni – ha aggiunto – di mettere dentro tutte le nostre qualità. La vittoria del Milan ieri è uno stimolo in più non una pressione, perché a questo punto della stagione se facciamo bene o male non dipende dai risultati degli avversari ma dalla nostra prestazione, dal mettere dentro la nostra qualità“.

Non c’è una mentalità disponibile da parte dei calciatori su questa nuova regola delle cinque sostituzioni. Con l’andare delle partite spero ci si renda conto che le sostituzioni sono fondamentali per vincere. Le grandi squadre sostituiscono nel reparto offensivo che dà soluzioni per difendere e attaccare”. Ha aggiunto l’allenatore azzurro parlando del turn over.

Un professore a Coverciano – ha ricordato – diceva che tutto può essere medicina o veleno, dipende dalle dosi. Bisogna valutare le tre gare settimanali, giocando domenica dal giovedì puoi usare anche gli stessi, da giovedì a domenica invece il ragionamento è diverso. Il criterio resta quello di far giocare molti degli attaccanti che ho, è da lì che si vincono le partite, si tiene palla e si fa soffrire meno la difesa: un difensore che ha un’ora Politano o Lozano davanti gioca una partita difficile. L’importante è il lavoro fatto dalla società che ha costruito una squadra forte. Continuerò comunque a cambiare, nell’ultima partita forse l’ho fatto meno e ho sbagliato“.

Spalletti ha anche sottolineato che “siamo una squadra forte – ha detto – e dobbiamo affrontare ogni partita con la consapevolezza di poter vincere. Noi dobbiamo credere in noi stessi, in mezzo c’è il nulla. O sei tra quelli che dici dove si va o ti adatti dove vanno gli altri”.

Il rapporto con gli arbitri mi sembra di averlo, riesco a parlare con tutti, soprattutto con il quarto uomo come avvenuto con Irrati a Roma. Io a inizio stagione detto che lamentarsi è da sfigati e così anche per le decisioni degli arbitri che possono sembrarci sfavorevoli, dobbiamo trasformarle in stimolo“. Ha continuato Luciano Spalletti alla vigilia del match contro il Bologna in cui sarà squalificato dopo l’espulsione a partita finita a Roma.

Non sono stato ironico e irrispettoso – ha ripetuto Spalletti a proposito del suo applauso all’arbitro –, sono stato una persona che ha tentato di dire quello che voleva dire all’arbitro, se poi il mio modo di parlargli gli ha fatto apparire la cosa ironica vuol dire che devo stare più attento nei miei modi di dire le cose. E’ un infortunio quello che ho avuto, bisogna stare zitti e lavorare meglio e devo diventare più chiaro. A me sembrava di esserlo stato, per l’applauso l’ho chiamato non l’ho fatto di spalle andando via, poi lui lo interpretato così e stiamo alle decisioni dei direttori di gara“.

Spalletti ha commentato anche chi chiede che gli allenatori possano fare una chiamata di Var: “Può essere interessante – ha detto – ma le società dovrebbero organizzarsi ad avere un elemento che viene da quella professione, un ex arbitro o guardalinee che ci insegni cose e si prenda la responsabilità di usare quella chiamata. Perché si parla di una sola chiamata mi pare e chi mi dice che è quella giusta? Se chiamo l’intervento su Anguissa di domenica e poi non viene dato comunque il rigore e poi c’è un altro intervento? Ci vuole un professionista che fa queste scelte, un ex arbitro che deciderebbe il momento giusto“.