Aggressione di un padre in piazza Vanvitelli, convocato un presidio sul posto per sabato 17 settembre (ore 16.00). A promuoverlo è la Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti, per “dire basta alla violenza e ribadire il diritto di tutti, soprattutto dei più giovani, a vivere liberamente e senza paura le strade”. Come spiega una nota, l’iniziativa nasce anche per esprimere solidarietà al padre aggredito. Tuttavia vuole “soprattutto richiamare l’attenzione su un problema che riguarda l’intera comunità“. “Non possiamo e non dobbiamo abituarci alla violenza, né accettare che la paura condizioni la quotidianità delle famiglie e la libertà dei nostri ragazzi – dichiarano Nelide Milano e Barbara Tafuri, portavoce della Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti -. Le strade e le piazze devono continuare a essere luoghi di incontro, socialità e condivisione, non spazi da evitare o da vivere con timore”.
L’associazione ricorda che “la sicurezza non ha colore politico e non può diventare terreno di scontro o di strumentalizzazione”. La Rete ribadisce non andrà in piazza “contro qualcuno, ma per affermare un diritto che appartiene a tutti”. La volontà è di cercare risposte, chiedendo “responsabilità condivise e un impegno concreto da parte di tutte le istituzioni competenti”. Perché “la sicurezza deve unire, non dividere”. La nota sottolinea la necessità di un’azione che, al lavoro delle Forze dell’Ordine, affianchi “un presidio adeguato del territorio, interventi di prevenzione e una maggiore attenzione agli spazi frequentati dai giovani”. Nel corso della manifestazione saranno raccolte proposte concrete da sottoporre alle istituzioni. L’invito è rivolto a tutti, senza distinzioni: cittadini, genitori, ragazzi, associazioni, realtà civiche e rappresentanti delle istituzioni.
Intanto, il prefetto Michele di Bari ha disposto, fin da stasera, l’istituzione di un posto fisso in piazza Vanvitelli. La misura è costituita da un dispositivo interforze. Sarà presente nell’area un equipaggio delle Forze dell’ordine, della Polizia locale e della Polizia metropolitana, operanti a rotazione.
SCONTRO POLITICO SULLA VIOLENZA IN CITTÀ
Mentre si annunciano iniziative di piazza, sui fatti dell’ultimo weekend è scontro politico. Ed è l’ex sindaco Luigi de Magistris ad attaccare il successore Gaetano Manfredi. Secondo l’attuale primo cittadino, “quanto accaduto in piazza Vanvitelli è un episodio grave che non possiamo sottovalutare”. Tuttavia “Napoli sta registrando segnali concreti di miglioramento sul fronte della sicurezza, come confermano anche gli ultimi dati ufficiali sulla criminalità”. Per Manfredi però “resta forte la preoccupazione per gli episodi di violenza che coinvolgono giovani e giovanissimi”. Un fenomeno ritenuto “complesso, che richiede risposte nuove e strumenti di contrasto diversi dal passato”. Per questo, a detta del sindaco, si stanno “mettendo in campo più controlli insieme alle forze dell’ordine”, ma si sta “anche lavorando su prevenzione, educazione e opportunità per i nostri ragazzi“.
Viceversa, per de Magistris “Napoli va peggiorando, non va migliorando. Basta girare la città, e basta ascoltare le persone; tanti reati non vengono nemmeno denunciati“. Agli occhi dell’ex sindaco, “Napoli in questo momento registra una violenza che ci fa tornare agli anni 80-90. C’è anche una violenza gratuita, brutale, come quella di Piazza Vanvitelli, e c’è un ritorno al controllo del territorio da parte del crimine organizzato e della criminalità comune“. De Magistris attribuisce responsabilità “alle due figure principali: il sindaco, completamente sparito sul tema della sicurezza e non solo, e anche il prefetto che continua a rispondere con le zone rosse che non sono affatto il rimedio, perché anzi la zona rossa dà l’idea della inaccessibilità a determinati luoghi, mentre invece questo tema va affrontato con tanta cultura, sociale e prevenzione in termini di coordinamento tra tutti i soggetti”.
Anche per l’assessore regionale Enzo Cuomo le zone rosse segnano “il fallimento delle strategie di controllo del territorio e di sicurezza urbana”. In quelle aree urbane, infatti, “erano state annunciate misure più intense e costanti di controllo del territorio“, ma “di fatto non hanno determinato nessun miglioramento della sicurezza percepita e nessun incremento di forze dell’ordine da impiegare per strada”.
Le scene di piazza Vanvitelli, comunque, hanno lasciato il segno al Vomero. L’area collinare si scopre ancora fragile, sul nervo scoperto della sicurezza. “Da indiscrezioni giornalistiche filtra che – afferma Rino Nasti, capogruppo di Europa Verde alla Municipalità 5 – ci sarebbero numerosi studenti incensurati tra gli autori dell’efferato pestaggio: in questo caso, sarebbe un duro colpo al sistema educativo e alle istituzioni politiche che governano, a tutti i livelli, il mondo giovanile.. Sarebbe il caso che quindi i gli amministratori che si accingono a sfilare, trascorressero il tempo a monitorare e rafforzare le politiche scolastiche messe in campo, e non protestare contro se stessi”. Un altro consigliere municipale, Emanuele Papa di Futuro Nazionale, invoca “una riflessione urgente sulla sicurezza al Vomero”. “Già a settembre – dichiara l’esponente di Fn -, dopo l’accoltellamento di un sedicenne, avevamo denunciato la necessità di interventi concreti. La zona rossa è stata istituita, ma i fatti dimostrano che i provvedimenti sulla carta non bastano: servono controlli effettivi, soprattutto nelle ore serali, e una presenza costante delle forze dell’ordine”.


















