Non gestione, ma “manutenzione”. L’assessore al Verde Vincenzo Santagada lancia rassicurazioni sul nodo dei privati nel Regolamento del verde, ancora da approvare. Ma raccoglie i dubbi degli ambientalisti. Il modello richiamato dall’assessore comunale è “Adotta un’aiuola”, progetto esistente dal 2011 a Napoli. Disciplina l’affidamento senza fini di lucro di spazi destinati a verde pubblico. È rivolto ad associazioni, enti o privati intenzionati a prendersi cura di un’isola verde. “Se esiste ‘Adotta un’aiuola’ per un’area aperta – si chiede Santagada -, perché non posso far adottare anche un parco di una municipalità a un’associazione, a una società, a un privato, a un ente del terzo settore?”. Sono affermazioni pronunciate al consiglio municipale del Vomero Arenella, giovedì scorso. All’ordine del giorno l’aggiornamento sulla situazione del Verde nella quinta Municipalità. Nel pubblico sono presenti esponenti di varie sigle ecologiste. E in platea non manca chi ribatterà alle frasi dell’assessore.
Santagada nomina i privati a proposito dei parchi di municipalità. Quindi non pare riferirsi ai Grandi parchi urbani, come ad esempio la Villa Comunale. “Solo per la manutenzione, non per la gestione dei parchi” scandisce le parole l’assessore, sapendo di toccare un tasto delicato. Del Regolamento al verde si parla da inizio consiliatura. Spesso il tema segnala aspre contrapposizioni tra associazioni e amministrazione comunale. Tra i pomi della discordia c’è appunto il ruolo dei privati. Un ambito visto quantomeno con sospetto da vasti settori ambientalisti. Nella bozza discussa in commissione Verde, all’articolo 31, si parlava perfino di contratti di concessione e partenariato. Da questo schema, sembra tuttavia discostarsi l’ultima versione di Santagada. “I privati – garantisce l’assessore – solo per la manutenzione orizzontale: non potature, né gestione, né aperture e chiusure dei parchi”. Santagada esclude anche la possibilità per i privati di allestire eventi nei parchi. “Approviamo il regolamento, e subito dopo la Consulta del verde” aggiunge l’assessore, tendendo la mano agli ambientalisti. La Consulta, infatti, è un’altra richiesta delle associazioni.
Ma alla sortita di Santagada si registra freddezza. “Questo distinguo tra manutenzione e gestione non è accettabile, la manutenzione fa parte della gestione” sbotta Anna Savarese del direttivo di Legambiente Campania. Già nell’aula municipale, Savarese ingaggia un botta e risposta con l’assessore. “Questo regolamento non lo condividiamo – dichiara -. Lui lo sa, infatti non lo porta ancora in consiglio perché ci sono perplessità anche dei consiglieri comunali”. Altra interrogativi riguardano l’assunzione di addetti. “Lui (Santagada, ndr) – spiega Savarese – ha parlato di quei 1.200 nuovi assunti. Per la verità prima se ne sapevano 800, ora sono addirittura diventati 1.200. Secondo me allora viene proprio meno, a maggior ragione, il discorso della privatizzazione”. Non convince Legambiente anche il modello “Adotta un’aiuola”. “Non ha un limite dimensionale – sottolinea Savarese -, al punto tale che si passa dalla fioriera alla Villa Comunale, quindi con un salto di scala enorme”. E sulla Consulta del verde, l’esponente di Legambiente è lapidaria: “Serviva proprio per fare insieme le regole, che la fai a fare dopo aver approvato il regolamento?”.
Critiche anche dalla Rete Sociale Nobox – Diritto alla Città, per la quale intervengono Ermete Ferraro ed Enzo Russo. Una nota dell’associazione protesta per “il mancato emendamento del titolo III del Regolamento del Verde chiesto dai comitati”. Secondo i No Box, “non basta sostituire il termine “manutenzione” affidata ai privati a quello di “gestione” affidata ai privati per evitare la privatizzazione del Verde”. Nel Regolamento, infatti, permarrebbero “l’adozione ai privati di aiuole e giardini, i contratti di partenariato pubblico-privato, l’organizzazione e la gestione, da parte del contraente, di eventi culturali, musicali e momenti di aggregazione per la cittadinanza, anche a pagamento”. Nel mirino dei No Box pure “l’abbandono al degrado di parchi quali il parco Minopoli al Vomero, il parco Ciro Esposito a Scampia, il Parco dei Camaldoli, il parco del Poggio, il Virgiliano”. Per Ferraro, l’assessore “ha provato a gettare acqua sul fuoco, ma le sue rassicurazioni nel merito non appaiono credibili, alla luce dell’ultimo testo conosciuto della bozza del Regolamento”.



















