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Sulla piscina dello Stadio Collana torna la polemica tariffe. “Altro che sport per tutti – attacca Emanuele Papa, consigliere municipale del Vomero Arenella – è diventata una piscina per pochi. Prezzi alti, impostazione privatistica e totale assenza di una vera funzione sociale”. Al consigliere della Lega rispondono ambienti del Coni: “Assolutamente no, i prezzi sono in linea con il mercato delle strutture nel circondario”.

L’impianto, di proprietà della Regione Campania, è gestito appunto dal Coni, in forza di una convenzione con l’Arus, l’Agenzia Regionale Universiadi per lo Sport. Papa, presidente della commissione municipale Trasparenza, parla di “costi da struttura privata nonostante sia stata ristrutturata con milioni di euro di soldi pubblici”. E ricorda le promesse della Regione, all’atto di stipulare l’intesa col Coni: “Un modello pubblico, sociale, accessibile, aperto a scuole, associazioni, famiglie, anziani e ragazzi dei quartieri”. Per suffragare le sue parole, il consigliere fa il confronto con altre piscine pubbliche a Napoli. Stando ai suoi esempi, ci sarebbero prezzi più economici al Centro Polisportivo Nestore di Chiaiano; alla Scandone a Fuorigrotta o alla Poerio a Chiaia. E chiede alla Regione “di revocare la concessione ad Arus, avviare una verifica immediata sulla gestione e restituire lo Stadio Collana ai cittadini, con tariffe popolari, accesso reale e controllo pubblico vero”.

COSA RISPONDONO DAL COLLANA

All’attuale modello di gestione, al Collana si è giunti dopo una lunga contesa giudiziaria. Da una parte la Regione, dall’altra l’ex concessionaria Giano. Chiusa la partita legale, le redini dell’impianto sono andate all’Arus. Il nuovo sistema di affidamento ha coinvolto dapprima il Coni, quindi le federazioni sportive. Non ha manifestato interesse la Federnuoto, già impegnata nella gestione di numerosi impianti in Campania. Il Comitato olimpico ha così individuato le Federazioni dove il nuoto rientra comunque tra le discipline. Ovvero: Pentathlon moderno e Triathlon. La prima è presente al Collana con sei società, la seconda con due. L’attuale governance rivendica una gestione “trasparente” dopo anni “segnati da chiusure, contenziosi e attese”. Oggi la piscina, riaperta l’estate scorsa, è frequentata da circa 800 persone. E sulla questione tariffe? “Il tema economico – rispondono fonti vicine ai gestori – rappresenta un altro elemento spesso frainteso. Le Asd concessionarie applicano tariffe competitive e coerenti con la natura pubblica dell’impianto, nonostante debbano sostenere non solo i canoni di concessione, tutt’altro che irrisori, ma anche una serie di costi di gestione che non rientrano nella concessione stessa: trattamento delle acque, manutenzione ordinaria degli impianti tecnologici, pulizia, servizi quotidiani che garantiscono standard elevati e continuità operativa”.

Scendendo nei dettagli, ci viene fornito il listino prezzi, la cui scadenza era fissata al 15 settembre 2025. La quota di iscrizione è fissata ad 80 euro per tutti. Ci sono poi tre fasce tariffarie, ciascuna differenziata per numero di accessi. Un abbonamento mensile costa 75 euro (due volte a settimana) od 85 euro (tre ingressi settimanali). Il bimestrale 140 e 160 euro, il trimestrale 195 e 225 euro. Sono previste alcune agevolazioni per le famiglie, con sconti in caso di iscrizioni multiple. E pagando una maggiorazione del 20%, si possono frequentare anche i corsi di Pentathlon e Triathlon. Questo vale per chi non è iscritto ad alcuna federazione. Per i loro tesserati, invece, le sei società affidatarie si regolano come meglio credono. Ai club sportivi spetta comunque l’onere dei costi di gestione. Ma dalla piscina del Collana giurano: “La politica tariffaria contenuta non sacrifica la qualità e preserva l’accessibilità di un bene pubblico”. E sottolineano altri aspetti. “Un centinaio di persone – affermano – possono usufruire del voucher della Regione Campania”. E inoltre, “ogni sabato, dalle 9 alle 16 e ogni domenica dalle 9 alle 13 – dicono -, la piscina ospita programmi dedicati a disabili, completamente gratuiti, in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali”. Questo il quadro attuale, secondo chi vive ogni giorno l’impianto. Dai gestori però arriva un’ultima precisazione. “La sicurezza e l’igiene sono state, sin dall’inizio, priorità assolute – ripetono-. I controlli svolti dall’Asl hanno confermato la conformità di acqua e ambienti alle normative igienico-sanitarie. La manutenzione è costante, i valori sono monitorati quotidianamente e l’impianto non ha registrato casi riconducibili a problemi infettivi o allergici”. A questo si sommano gli “addetti assunti con contratti regolari, inquadrati secondo la normative vigente e dotati di brevetti riconosciuti da Federazioni e Coni“. Un complesso di voci che incide sulle spese dell’impianto, non basse. E a detta dei gestori, concorre a spiegare il tariffario.

Tariffe piscina “Stadio Collana”
Tariffe piscina “Poerio”