A Pozzuoli ci sono migliaia di vite sospese dal 31 luglio, giorno della scossa di magnitudo 4.7. Abitanti di case inagibili o a rischio di diventarlo. Ad oggi, il Comune ha adottato 123 ordinanze di sgombero/interdizione per 831 nuclei familiari.
Il totale è 2172 sfollati, di cui 2060 in sistemazione autonoma e 112 ospitati in strutture alberghiere. Ma tanti vivono letteralmente in strada, soffocati dal caldo estremo d’agosto. Vengono in gran parte dal lungomare di via Napoli, la zona più colpita dall’ultimo sisma. La frana di un costone è un trauma ancora vivo. Solo per caso non c’è scappato il morto.
Tra le tante emergenze c’è l’acqua, con la morsa del caldo. Ne serve molta, ne reclamano in continuazione. Questi cittadini li abbiamo incontrati ieri sera. Nelle voci si intrecciano paura di nuove scosse, l’incertezza del futuro, la protesta verso le istituzioni. “Ma le associazioni ci stanno aiutando” dice una signora. La solidarietà funziona ancora, il resto è un punto interrogativo.

















