“Blocchiamo il porto, blocchiamo tutto”. La rabbia dei cittadini di Pozzuoli ha un’ora e un posto. Domani mattina 4 agosto, alle 10.00 in piazza della Repubblica. Dopo l’ultima scossa, la peggiore in 40 anni, lo slogan è uno: “La terra trema, le istituzioni dormono”. La protesta annuncia di voler bloccare i traghetti al porto. “Vogliamo un tetto sulla testa per tutte le persone sfollate e – recita il volantino – in attesa dei controlli, acqua e corrente nel centro città”.
Le famiglie allo stremo sono tantissime. Emergono molte storie di denuncia. “Siamo senza casa, abbandonati. Nessuno viene ad aiutarci” ripete Antonio Rinaldi, 32 anni. Ha moglie e tre figli piccoli, vivono nella zona di via Napoli. “Da venerdì stiamo dormendo in auto, ho un bambino con l’epilessia” spiega. La sua vicenda è grave, ma purtroppo non certo l’unica. In questi giorni sembra un coro unanime, tra i residenti. Tutti descrivono lo stesso abbandono. “Non è venuto nessuno, nessuno, dovete credermi” ripete Antonio. Da parte sua c’è rabbia, ma anzitutto l’orgoglio. “Non voglio una casa gratis” chiarisce. “Io voglio pagare l’affitto, ma voglio una casa – scandisce – Perché i miei figli non possono stare a 50° sotto il sole. Ma non si riesce a trovare un tetto”.
Antonio e la sua famiglia hanno provato a trovare riparo al Palatrincone. Nella struttura di Monterusciello hanno allestito un’area accoglienza per gli sfollati. Ma hanno resistito poco. “Là dentro non c’è aria condizionata, preferisco dormire in macchina dove almeno c’è” dice il giovane padre. E come lui, “tutta via Napoli è scappata via da lì”. La situazione è questa. “Siamo andati a occupare una scuola – racconta -, ce ne siamo andati perché hanno detto che non è anti sismica”. E domani mattina anche lui andrà alla manifestazione. “Blocchiamo tutto, a Ischia e a Procida non va nessuno” promette.



















