“Francesco Pio – racconta, da Pozzuoli, Ivana Di Cicco – non cammina. Le sue gambine non possono portarlo dove vorrebbe andare, e per ogni spostamento ha bisogno della sua sedia a rotelle”.
“Abitiamo al primo piano senza ascensore. Ogni uscita – spiega – significa sollevare, trasportare, organizzare tutto nei minimi dettagli. E ogni volta che dobbiamo prendere la macchina affrontiamo un’altra difficoltà: la nostra auto non è adatta. La carrozzina di Francesco Pio non entra così com’è”.
“Ogni singola volta – continua Ivana – dobbiamo smontarla pezzo per pezzo, caricarla, e una volta arrivati a destinazione rimontarla. Poi rifare tutto al ritorno”.
“Nonostante i sacrifici, non riusciamo a permetterci una macchina con pedana che possa accogliere la carrozzina di Francesco in sicurezza e senza doverla smontare ogni volta”, aggiunge.
“Una macchina con pedana per noi non è un capriccio. È libertà. È dignità. È la possibilità di vivere una quotidianità meno pesante. È poter uscire senza che ogni spostamento diventi una prova di forza”, si legge.
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