Dopo i fermi di ieri, non sono certo esaurite le indagini sui fatti di lunedì sera a Montesanto, rimbalzati con immagini virali sul web. Al lavoro c’è la Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinata dalla Dda partenopea. Per gli investigatori, c’è anzitutto da chiarire il movente. O per meglio dire i moventi, che potrebbero essere distinti, relativi a due momenti. Uno è la rissa, l’altro è la fase successiva, dove si sono registrati un’esplosione di colpi di pistola e la famigerata camminata col kalashnikov. Al momento, le indagini non hanno ancora stabilito l’origine della vicenda. Nessuna pista è esclusa. Nemmeno quella di contrasti criminali, per la gestione di affari illeciti. Allo stesso tempo, non è trascurata la causale di motivi personali o familiari. Fonti investigative specificano che non vi sono ancora evidenze in un senso o nell’altro. Su questo si cercherà di far luce nelle prossime ore, e nei giorni a venire.
Di una cosa tra gli inquirenti c’è convinzione: un pregresso fermento nella zona di Montesanto. Il che porta a non escludere un movente legato a frizioni tra gruppi criminali. Come pure, le indagini dovranno identificare tutti i partecipanti alla rissa. Dai video circolanti in rete, si nota il coinvolgimento di varie persone ai tafferugli. Una volta identificate, la loro posizione passerà al vaglio della Procura di Napoli. Per adesso, i pm ipotizzano a vario titolo i reati di rissa, detenzione, porto abusivo di arma da fuoco e spari in luogo pubblico, aggravati dalle modalità mafiose.
L’aggravante è ipotizzabile a prescindere dall’appartenenza degli indagati a clan di camorra, circostanza peraltro non emersa dai primi accertamenti. In attesa dell’udienza di convalida, il fermo è scattato per tre indiziati: Giuseppe Triuolo, Emanuele Iaccarino e Arianna Rossetti. A Triuolo si contestano gli spari, a Iaccarino di essere la persona vista aggirarsi imbracciando il mitra. Rossetti, compagna di Iaccarino, per gli inquirenti avrebbe invece nascosto la pistola usata da Triuolo. Nelle ore precedenti ai fermi, si registrava l’arresto in flagranza di Gianluca Calvanese: durante una perquisizione, la Polizia ha trovato una pistola calibro 9 nascosta nella stanza da letto. Ma le investigazioni, come detto, non si fermano qui.




















