Scene di terrore a Montesanto, ci sono tre fermi: uno degli indagati è una donna. La Dda di Napoli ha emesso i tre provvedimenti per i reati di rissa, detenzione, porto abusivo di arma da fuoco e spari in luogo pubblico, aggravati dalle modalità mafiose. La donna è la compagna di uno dei fermati, le viene contestato di aver nascosto un’arma. Uno dei due uomini sarebbe quello con un mitra in mano, ripreso in un video diventato virale. L’altro è accusato di aver esploso colpi di pistola durante la rissa. In mattinata c’è stato anche un arresto in flagranza. Si tratta di un 38enne nella cui abitazione, durante una perqusizione, è stato rinvenuto un revolver. Il kalashnikov del video poi è stato trovato nascosto sotto un’auto in sosta, in via Canale all’Olivella. I fermi sono giunti all’esito di indagini della Squadra Mobile partenopea, avviate “a seguito delle numerose segnalazioni pervenute, nella serata di ieri – spiega una nota della Questura di Napoli -, in merito a una violenta colluttazione che sarebbe avvenuta dinanzi alla fermata della ferrovia Cumana di Piazza Montesanto e alla successiva esplosione di colpi d’arma da fuoco. Tra le informazioni pervenute nell’immediatezza dei fatti, anche quella relativa alla possibilità che alcune donne avessero nascosto, sotto un’auto in sosta nei pressi della piazza, un’arma lunga, poco prima imbracciata da uno dei protagonisti della sparatoria”.
“Le verifiche effettuate dai poliziotti intervenuti – prosegue la nota – hanno consentito, in prima battuta, di rinvenire e sequestrare un fucile mitragliatore da guerra AK-47 Kalashnikov, con doppio caricatore rifornito, occultato sotto un’autovettura parcheggiata a poca distanza dal luogo degli eventi. La successiva analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona, ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e l’acquisizione di gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati ritenuti protagonisti – insieme a numerosi altri soggetti in corso di identificazione – di una violenta rissa per poi, successivamente, aggirarsi armati in piazza Montesanto, con esplosione da parte di uno di loro di alcuni colpi d’arma da fuoco in aria con una pistola”.
“Nello specifico – aggiunge la Questura -, le immagini hanno mostrato come, dopo la colluttazione, uno dei due uomini, imbracciato il fucile mitragliatore Kalashnikov, si sia aggirato tra la folla con l’arma lunga in pugno, mentre alcuni astanti provavano apparentemente a tranquillizzarlo; nel contempo, l’altro, recuperata una pistola dall’autovettura a lui in uso, esplodeva alcuni colpi in aria tra la folla. Le immagini degli eventi in questione sono state rilanciate anche da vari social network o testate giornalistiche on-line che hanno postato i video ripresi dalle numerosissime persone presenti nella piazza al momento dei fatti”.
LE REAZIONI
“Napoli è fuori controllo – sostiene Mariano Di Palma, coreferente regionale di Libera –. La cultura della violenza, il caldo terrificante, l’assenza di opportunità, la distribuzione e il commericio sregolato di armi, una dinamica criminale, senza alcun governo reale al suo interno, rende la nostra città simile al clima di alcuni posti latinoamericani. La degenerazione verticale è frutto di un vuoto ripetuto dall’inefficacia dell’intervento pubblico. Napoli è la dimostrazione di come la replica dell’intervento securitario, anch’esso in forma spesso propagandistica, non ha risolto il problema, ma lo ha lasciato covare; per poi esplodere con conseguenze sempre più pericolose per gli incolumi. Non esiste un disegno integrato sulla prevenzione e l’educazione alla relazioni nei contesti urbani e periurbani; lasciati soli con istituzioni sociali di prossimità precarie e senza risorse per intervenire in profondità e grande scala. Ora non so se la Città, la Regione e il Governo abbiano davvero capito la gravità di quel che sta accadendo, oltre l’allarme che dura 48 ore sui giornali. O si mettono insieme strategie, risorse e politiche di medio e lungo periodo per far risollervare i luoghi marginali o la vita di migliaia di persone inizia ad essere seriamente a rischio”.
“Quelle di Montesanto sono immagini sconvolgenti, che raccontano una città ostaggio della violenza e dell’illegalità”. Lo dichiarano Nelide Milano e Barbara Tafuri portavoci della Rete per la Sicurezza Minori e Adolescenti. “Come Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti diciamo con chiarezza che non è più il tempo delle dichiarazioni d’intenti, dei tavoli permanenti o degli slogan. Questa criminalità evolve sempre più velocemente: mentre noi inseguiamo l’attivazione della videosorveglianza, TikTok e i social sono pieni di dettagli raccapriccianti. Serve un rafforzamento immediato della presenza dello Stato, più uomini, più controlli e più risorse. Ogni ulteriore rinvio significa lasciare cittadini e famiglie sempre più soli davanti a una violenza che non può più essere considerata ordinaria. Non si può aspettare il prossimo morto ammazzato per vendetta o per errore”.
“Di fronte alla vicenda di Montesanto, una domanda è inevitabile: che futuro possono avere i bambini che crescono in contesti dove la criminalità viene normalizzata? – si chiede Giuseppe Irace, segretario di Per le Persone e la Comunità-: un vero patto educativo non può limitarsi alle “belle parole”, ma ai fatti. “Bisogna garantire a ogni bambina e a ogni bambino la possibilità di vivere, imparare e crescere lontano da ambienti malavitosi.
Bisogna offrire spazi educativi, culturali e sportivi aperti dalle 8 del mattino alle 20 di sera, ogni giorno dell’anno. Bisogna investire nella scuola, nelle comunità educanti, nelle associazioni, negli educatori e nei presìdi di legalità”. Nicola Campanile, presidente di Per, sottolinea: “L’educazione è il primo strumento di libertà e di riscatto sociale. Se vogliamo davvero spezzare il ciclo della criminalità, dobbiamo mettere al centro i più piccoli, garantendo loro opportunità concrete, formazione, relazioni sane e una prospettiva diversa.
Perché ogni bambina e ogni bambino ha diritto di scegliere il proprio futuro, e lo Stato ha il dovere di renderlo possibile”.




















