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Ipotizza il reato di peculato la Procura di Napoli nell’inchiesta sulla gestione del teatro San Carlo, da qualche mese al centro di una querelle politica e anche giudiziaria che sta andando avanti a colpi di ricorsi.
L’attenzione degli inquirenti si sta concentrando da alcuni mesi sull’istituzione, durante la pandemia, di alcune figure dirigenziali non previste dallo statuto del Massimo napoletano.
Non si tratta dell’unica indagine in piedi relativamente al teatro fondato nel 1737 – fra i più antichi teatri d’opera del mondo ad essere tuttora attivi – sul quale già da qualche anno si sono posati gli occhi della Corte dei Conti, con il pubblico ministero Davide Vitale.
Il fascicolo penale era stato affidato al sostituto procuratore Fabrizio Vanorio che però, nel frattempo, si è trasferito alla Procura generale presso la Corte di Cassazione e si è in attesa che il procedimento, inquadrato nella sezione reati contro la pubblica amministrazione coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppina Loreto, venga assegnato a un altro magistrato.
La vicenda della nomina del nuovo sovrintendente Fulvio Macciardi ha invece dal canto suo innescato una querelle giudiziaria che vede in prima linea il sindaco di Napoli e presidente della Fondazione Gaetano Manfredi firmatario di due istanze in tribunale. Com’è noto si tratta di un atto subito dal primo cittadino partenopeo, giunto attraverso il voto al consiglio di indirizzo dei rappresentanti del ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, e della Regione Campania, che hanno messo in minoranza i delegati del Comune di Napoli e della Città Metropolitana. La decisione del Tribunale di Napoli rispetto ai due ricorsi presentati da Manfredi contro la nomina di Macciardi arriverà il prossimo martedì 30 settembre.
La vicenda ha avuto un risvolto anche all’interno del nuovo palazzo di giustizia partenopeo, come evidenziato ieri da Repubblica: il facente funzione di presidente del Tribunale di Napoli Gianpiero Scoppa ha unito i due procedimenti riguardanti la vicenda affidandoli al giudice Marco Pugliese a cui venne assegnato il primo dei due, suscitando “la reazione” del magistrato delegato a valutare il secondo ricorso del sindaco.
Il giudice, come da disposizione, ha trasferito gli atti. ma, nel contempo, ha anche manifestato il suo dissenso nei confronti di questa decisione.