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La sicurezza è rete, tecnologia e partecipazione. Collaborazione e senso civico. E non solo lavoro delle forze dell’ordine. Le amministrazioni comunali ne hanno sempre più contezza e stanno cambiando modello. Oltre al rispetto del controllo dall’alto si propongono alleanze con chi il territorio lo vive ogni giorno. Marigliano, nel napoletano, oggi diviene un esempio. L’Amministrazione ha, infatti, appena approvato un avviso pubblico per concedere contributi ai privati che installano sistemi di videosorveglianza collegati alla rete comunale. L’obiettivo è preciso: colpire le discariche abusive. Troppi proprietari di terreni si ritrovano rifiuti sversati e sono costretti a pagare di tasca propria lo smaltimento. Ora, chi monta telecamere conformi alle norme potrà avere un sostegno economico.

“La sicurezza è un diritto che si tutela anche con la partecipazione attiva della comunità”, spiega il sindaco Gaetano Bocchino che continua: “Vogliamo rafforzare il controllo del territorio favorendo la collaborazione tra cittadini e istituzioni”. Le domande ed i requisiti sono sul sito dell’Ente. Intanto i numeri dicono che l’emergenza è quotidiana e che la proposta della giunta Bocchino andrebbe emulata. Nell’area metropolitana di Napoli si contano oltre 180 discariche abusive mappate nel 2023 da Forze dell’Ordine e Arpac: una ogni due giorni. La provincia ha il record regionale di denunce per reati ambientali, +22% in due anni secondo Legambiente. Solo a settembre 2025 sono stati 18 i sequestri di aree trasformate in sversatoi tra Giugliano, Caivano, Afragola e l’area nolana. Marigliano sceglie la linea della sicurezza condivisa. Da Giugliano a Torre Annunziata i Comuni corrono ai ripari: oltre 3.200 telecamere pubbliche attive nel Napoletano, ma le aree private restano il buco nero. Dove la rete è collegata e capillare, gli sversamenti calano fino al 40% in sei mesi, ecco perchè la videosorveglianza non basta, le telecamere non rendono le città più sicure, è la partecipazione attiva la reale soluzione.