Manutenzione del verde? Le casse sono ‘al verde’, in certi casi. Lo denuncia Giovanna Lo Giudice, consigliera della municipalità Soccavo Pianura. “Nelle ultime settimane – spiega – sono emersi documenti ufficiali del Comune di Napoli che raccontano la condizione drammatica in cui ci troviamo. La Municipalità IX Pianura–Soccavo è oggi il simbolo di un collasso urbano periferico che nessuno sembra voler vedere, mentre la narrazione pubblica continua a parlare di una Napoli che vive giorni gloriosi. Ma quei giorni non arrivano mai nei quartieri dove vivono decine di migliaia di persone che pagano le tasse, rispettano le regole e continuano a credere nelle istituzioni”.
La consigliera si riferisce ad un carteggio tra la sua Municipalità e gli uffici di Palazzo San Giacomo. “Con la nota PG/2026/485709 del 27 aprile 2026 – afferma Lo Giudice -, la dirigente Antonietta Agliata ha scritto che la manutenzione delle alberature ad alto fusto nelle scuole statali e il verde orizzontale nelle aree Erp non sono mai stati servizi rimessi alle Municipalità e che la carenza di fondi rende oggi critico procedere alla manutenzione degli alberi di alto fusto, tanto da chiedere formalmente se sia possibile inserire tali attività nel contratto di servizio con Napoli Servizi attraverso un quinto d’obbligo”. Il quinto d’obbligo è una particolare facoltà della stazione appaltante, in questo caso il Comune di Napoli. Ossia quella di aumentare o diminuire le prestazioni contrattuali fino al 20%, un quinto dell’importo originario, senza una nuova procedura di affidamento. “È un passaggio che pesa come un macigno, perché – sostiene Lo Giudice – certifica che il Comune non ha previsto né risorse né strumenti per garantire un servizio essenziale che riguarda la sicurezza dei bambini, dei residenti e degli spazi pubblici”.
All’iniziativa della Municipalità, peraltro, ci sarebbe stato solerte riscontro. “La risposta arrivata con la nota PG/2026/503399 del 4 maggio 2026 – dichiara la consigliera – è ancora più allarmante. Il Servizio Tecnico Operativo ha confermato che, in coerenza con il Dup 2025/2027 (Documento Unico di Programmazione, ndr), le attività relative alle alberature di alto fusto e alla manutenzione del verde pertinenziale degli immobili Erp non risultano ricomprese tra i servizi affidati a Napoli Servizi”. In altre parole, secondo la consigliera, “il Comune non ha fondi, Napoli Servizi non ha competenze contrattuali, le Municipalità non hanno risorse né personale. E i cittadini restano senza tutela”. Inoltre, c’è un capitolo riguardante le case popolari. “A rendere tutto ancora più grave – aggiunge Lo Giudice – c’è un fatto che nessuno può ignorare: gli inquilini Erp continuano a pagare in bolletta il servizio di manutenzione del verde, un servizio che non ricevono. Continuano a pagare anche gli arretrati, con sacrifici enormi, in un momento storico in cui il costo della vita è aumentato e le famiglie sono allo stremo. Pagano per un servizio che non esiste, mentre le aree Erp vengono lasciate in condizioni di abbandono che mettono a rischio la salute, la sicurezza e la dignità delle persone”.
Ma non è tutto. Ci sarebbe infatti anche un altro aspetto. “Nel frattempo – segnala la consigliera -, la Municipalità IX deve gestire otto parchi pubblici con appena centomila euro all’anno, tra cui il Parco Costantino, un luogo che conosciamo bene per la sua storia complessa e fragile. Con questa cifra non si garantisce un anno di manutenzione, si garantisce appena un mese di sopravvivenza. E mentre noi combattiamo ogni giorno per trovare fondi, per rispondere alle richieste dei cittadini, per evitare che il territorio crolli, l’Amministrazione centrale sembra allontanarsi sempre di più. Le elezioni si avvicinano, ma invece di avvicinarsi ai territori, di ascoltare le periferie, di affrontare il disagio, si continua a investire energie in eventi, cerimoniali, passerelle e narrazioni che non hanno alcun contatto con la realtà quotidiana di Pianura e Soccavo”. Lo Giudice avverte che le Municipalità siano trattate “ormai come un fastidio amministrativo”. E qui l’analisi politico-amministrativa si intreccia con uno sfogo. “Non siamo più disposti a essere percepiti come molestatori della pubblica amministrazione – dichiara la consigliera – solo perché chiediamo ciò che è necessario per tutelare i cittadini. Noi rappresentiamo un territorio vasto, complesso, popoloso, che merita rispetto politico e amministrativo. E se non arriverà una risposta concreta, immediata e strutturale, non potremo fare altro che mobilitare le persone, quelle stesse persone che hanno votato questa Amministrazione e che oggi non si sentono viste, ascoltate, rispettate”.




















