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Il Ministero dell’Interno ha disposto la chiusura dei settori ospiti per tutte le trasferte della S.S. Juve Stabia 1907 e il divieto di vendita dei relativi tagliandi alle persone residenti in provincia di Napoli; la misura, motivata dai «gravi disordini» registrati nella serata del 26 ottobre 2025 a Padova, è entrata in vigore con decreto datato 5 novembre e avrà validità per novanta giorni, fino al 5 febbraio 2026.

La reazione politica

In Aula il deputato stabiese Gaetano Amato è intervenuto per chiedere una revisione del provvedimento, definendo il tifo come «qualcosa che va oltre lo sport» e sottolineando il carattere collettivo e civile di molti sostenitori. “È solo per trenta delinquenti che una tifoseria intera sta pagando”, ha detto Amato chiedendo al ministro Piantedosi di ridurre la durata della sanzione. L’intervento è stato riportato negli atti parlamentari.

Il quadro dopo Padova

Il divieto segue gli episodi contestati durante la trasferta all’Euganeo: oltre alle segnalazioni di contestazioni tra tifosi e forze dell’ordine, il giudice sportivo aveva già irrogato ammende alle società coinvolte per l’uso di petardi e fumogeni; le autorità hanno dunque ritenuto necessario intervenire con una misura cautelativa rivolta ai sostenitori gialloblù.

Il club e gli amministratori giudiziari

La S.S. Juve Stabia ha pubblicato il comunicato che dà notizia del provvedimento del Viminale, mentre gli amministratori giudiziari hanno nei giorni scorsi rivolto un ringraziamento ai tifosi per «il grande senso civico» dimostrato in occasione della partita casalinga con il Palermo. “La vostra presenza e il supporto incondizionato sono stati fondamentali per la squadra”, recita la nota ufficiale.

Le immagini della trasferta e la divisione delle tifoserie

A corollario delle polemiche sono circolate fotografie che ritraevano gruppi di tifosi intenti a ripulire il settore ospiti al termine della partita; gesti che alcuni media locali hanno evidenziato nel tentativo di distinguere la parte «sana» della tifoseria dagli episodi di violenza denunciati.