Acqua pubblica, a Napoli scatta la mobilitazione dei movimenti. Domani è in programma il consiglio comunale, e in aula approda la proposta di delibera sull’Abc, contenente le modifiche allo statuto dell’azienda idrica. Secondo il Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica serve a “stravolgere l’azienda speciale Abc ed aprire di fatto le porte al mercato”. I comitati, infatti, vedono in prospettiva “la trasformazione in Spa, primo passo verso la privatizzazione”. Sul punto, il sindaco Gaetano Manfredi ha lanciato rassicurazioni, respingendo le accuse. I movimenti però la vedono in modo diverso. E convocano un sit-in per le 15 di in via Verdi, davanti al consiglio comunale. In prima fila ci sarà padre Alex Zanotelli. La richiesta è di non toccare lo Statuto di Abc, “ma al contrario di attuarlo in tutti i suoi articoli e di rinnovare la proroga della concessione per altri 30 anni”.
Secondo gli attivisti, alcune modifiche “attaccano al cuore lo schema dell’azienda speciale”. Sono tre i punti sotto osservazione. “Sparisce il bilancio ecologico e partecipato che – afferma il Coordinamento – garantiva la vocazione pubblica di Abc e la natura dell’acqua bene comune”. Inoltre, “viene depotenziato il ruolo di controllo del Comitato di Sorveglianza, trasformato in un fantomatico Comitato di partecipazione, i cui membri passerebbero da 21 a 13“. Così, si perderebbe “di fatto la possibilità di sorvegliare sul buon andamento dell’Ente”. Tutto questo “ignorando totalmente il bando ancora aperto con il quale Abc ripristina il Comitato di sorveglianza, a testimonianza di una mancanza di comunicazione tra l’azienda ed il comune di Napoli, dove il caos regna sovrano”. Infine, sarebbe “previsto che gli organi decidenti possono discostarsi dagli indirizzi espressi dal Comitato, senza nessun obbligo di motivazione”. Per il Coordinamento, “è chiaro che con queste modifiche s’intende mettere il bavaglio alle associazioni ambientaliste, stabilendo la possibilità di decidere qualsiasi cambiamento, senza tener conto degli indirizzi del Comitato”. La nota grida al “tradimento del sindaco Manfredi che aveva garantito ai comitati ed a padre Alex Zanotelli che non avrebbe toccato lo statuto”.
Intanto, il costituzionalista Alberto Lucarelli ricorda che “qualche mese fa nella II municipalità presentammo ufficialmente l’atto di invito e diffida a ritirare questa delibera”. L’iniziativa, firmata dal consigliere municipale Pino De Stasio, si basava sul parere di Lucarelli e del ricercatore Andrea Chiappetta. La valutazione giuridica affermava “la piena legittimità costituzionale, amministrativa e comunitaria della proroga dell’affidamento ad Abc”. A sostegno, si citavano il Testo unico enti locali, le norme Ue, la giurisprudenza della Consulta e amministrativa e “il vincolo costituzionale derivante dall’esito referendario del 2011”. La diffida, dunque, considerava “inaccettabile” il “mancato avvio della procedura di proroga entro tempi ragionevoli”. Decorso il termine di 30 giorni, annunciava la presentazione di un esposto alla Corte dei conti. La rete sociale NoBox-Diritto alla città chiede invece “un chiarimento pubblico immediato” al consigliere Sergio D’Angelo, indicato come “proponente” del provvedimento. “Mettere mano al suo Statuto – dichiara la nota dei NoBox – senza spiegare alla cittadinanza cosa si intende cambiare è grave e inaccettabile. Il consigliere D’Angelo non ritiene doveroso spiegare alla città, prima del voto, quale direzione si vuole imprimere ad Abc?”. In un commento su Facebook, D’Angelo però afferma: “La delibera non modifica la composizione del c.d.a. e quindi non cancella la prevista partecipazione dei 2 rappresentanti di associazioni ambientaliste. Conferma il comitato di sorveglianza nella sua attuale composizione e mantiene il bilancio ecologico e partecipato”.



















