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Richieste di denaro, di auto. Minacce e anche calci e schiaffi. Hanno subìto tutto questo due fratelli imprenditori di Casavatore (Napoli). Violenze messe in atto, nel gennaio 2026 da alcuni soggetti appartenenti al locale clan Ferone e al clan AmatoPagano di Melito di Napoli.
 
Tre le persone arrestate dai carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Casoria per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le indagini, condotte tra aprile e giugno 2026, sono partite in seguito alla scoperta, tramite attività info – investigativa, del tentativo di estorsione poi confermato e raccontato anche dalle vittime stesse. Le richieste e le violenze sono state anche ulteriormente confermate dall’analisi dei video di alcune telecamere di videosorveglianza. 
 
“Dovete mettervi a posto con gli amici di Casavatore”, “non vi siete comportati bene con la famiglia” poi, quando le vittime si sono mostrate reticenti, “mi devi dare la macchina… la storia non finisce qua”: sono stati minacciati più volte, di persona, e anche durante un videochiamata effettuata da una persona nota per essere appartenente alla camorra locale, il clan Ferone, componente del cartello malavitoso degli Amato Pagano, i due fratelli imprenditori sottoposti a una tentata estorsione da parte di tre indagati arrestati dai carabinieri di Casoria al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
Ai militari era giunta l’informazione che sia la mattina, sia il pomeriggio del 28 aprile scorso, nella piazza prospiciente la sede del Comune di Casavatore, c’era stata una animata discussione che aveva visto protagonisti le vittime e Vincenzo Pagano, detto “sce sce”. Al secondo approccio una delle due vittime era stata anche schiaffeggiata e, mentre se ne stava andando dopo avere incassato l’ennesima minaccia, colpito con un calcio nel fondoschiena.
I due imprenditori sono stati convocati in caserma dove, malgrado intimoriti, alla fine hanno ammesso di essere stati destinatari di una richiesta estorsiva “per le famiglie dei carcerati”, già dal mese di gennaio, alla quale però si stavano opponendo. Prima di quella animata discussione in piazza c’era stata anche la videochiamata con la quale Lino Caiazza (uno degli arrestati) aveva intimato ai due fratelli di consegnare l’auto nelle mani del complice Elpidio Patricelli (anche lui arrestato).
L’ordinanza emessa dalla gip di Napoli Gabriella Logozzo riguarda tre indagati ritenuti legati al clan Ferone: Lino Caiazza, 42 anni, Vincenzo Pagano, di 62, e di Elpidio Patricelli, di 35, detto “o’ gemello”.