Accumuli di rifiuti, pozzetti saturi, infiltrazioni nei tetti. E ancora: bagni fatiscenti con colonne fecali obsolete, giardinetti invasi da rifiuti, androni privi di illuminazione. Benvenuti nelle case popolari di Soccavo e Pianura. Sono i rioni fatiscenti della legge 219, realizzati nel post sisma 1980. Rientrano nel patrimonio edilizio del Comune di Napoli e dell’Acer Campania. Il consiglio della Municipalità 9 ne chiede la riqualificazione, con abbattimento e ricostruzione. Perché vivono “condizioni igienico-sanitarie inaccettabili”.
La richiesta parte da una delibera, approvata all’unanimità il 17 novembre scorso. Pianura e Soccavo ospitano un’alta percentuale di case popolari: ad esempio, via Torricelli, Via Napoli. Via Monti (140 alloggi), Parco Caritas, Via Escrivà. Sono “caratterizzate da elevata intensità abitativa e da criticità sociali”, ricorda la delibera. Abbattere e ricostruire gli alloggi, del resto, non è una richiesta nuova. Semmai, è una promessa sospesa “da circa 40 anni, senza che siano stati rispettati i tempi previsti per gli interventi”. Decenni vissuti in “grave stato di degrado e abbandono”. E va rammentato: “L’assenza di interventi manutentivi e di presidi istituzionali – afferma la Municipalità 9 – favorisce il degrado urbano e il radicarsi dell’illegalità”.
Il parlamentino invoca pure “trasparenza sui fondi stanziati” e sui tempi delle opere. E sottolinea la necessità di “integrare le case popolari nel tessuto urbano, evitando fenomeni di ghettizzazione”. Per tutto questo, è “necessario avviare azioni immediate”. In questo territorio infatti, il Dup 2026-28 del Comune di Napoli (Documento unico di programmazione) riserva alcuni interventi. Si va dal completamento delle opere di edilizia sostitutiva in via Torricelli (Pianura), all’avvio dell’adeguamento della progettazione per 90 alloggi nella stessa strada. Passando anche per la demolizione di alcuni fabbricati in via Croce di Piperno (Soccavo), dove sono previsti 90 alloggi. Ma secondo la Municipalità 9, ancora tanto c’è da fare. A partire dalle case tirate su con i fondi del terremoto. Pertanto, ai competenti servizi comunali si chiede una serie di cose. Cominciando da un “intervento urgente di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle aree Erp e nei rioni popolari indicati”. Indispensabile anche la rimozione dei rifiuti, assieme al ripristino dei servizi essenziali (illuminazione, impianti idrici e fognari, messa in sicurezza degli edifici). Occorre inoltre una relazione tecnica sullo stato degli alloggi ex L.219 e delle case popolari, con indicazione dei fondi disponibili e degli interventi. Infine, va verificata la destinazione delle risorse già stanziate, e programmati ulteriori finanziamenti. Senza dimenticare la promozione di iniziative sociali e culturali nei quartieri Erp, per favorire inclusione, legalità e decoro urbano.
“Sono anni che, come consiglieri, riceviamo segnalazioni dagli inquilini Erp” sottolinea Giovanna Lo Giudice, consigliera municipale del Pd. “Lo dimostrano – spiega – i documenti, le foto, le testimonianze che arrivano quotidianamente”. Per anni, sostiene la consigliera, “ci siamo limitati a fare ciò che era nelle nostre possibilità: Pec, solleciti, richieste formali”. Ma i risultati “sono sempre stati scarsi, spesso nulli”. Intanto, “in queste case vivono persone ammalate, anziani soli, famiglie con disabili” denuncia Lo Giudice. E questa “assenza totale di interventi – aggiunge – è proprio il motivo per cui abbiamo ritenuto necessario proporre la delibera: perché anche nella nostra Municipalità deve esistere il diritto a vivere in condizioni dignitose, al pari di qualsiasi altra realtà sociale della città”. Dopo l’istruttoria della IV Commissione, si è deciso un Consiglio monotematico. “Abbiamo raccolto tutto – racconta la consigliera -: le criticità strutturali, le condizioni igienico‑sanitarie, l’assenza di manutenzione, la mancanza di sicurezza. Abbiamo fatto la nostra parte. Adesso spetta all’Amministrazione centrale fare la propria”. Vale a dire “programmare gli interventi, definire le priorità, destinare risorse e dare finalmente risposte concrete a chi vive nei rioni popolari della Municipalità 9”.



















