Tempo di lettura: 2 minuti

Non ha mai scomodato la politica durante la sua campagna elettorale a favore del sì, e non lo fa nemmeno quando lo raggiungiamo telefonicamente per un commento a caldo sul voto al Referendum sulla Giustizia, il cui risultato è stato chiarissimo: l’ Italia ha scelto per no, bocciando la riforma.

“Bisogna accettare la sconfitta, siamo in democrazia. Sin dall’inizio ho sempre saputo fosse difficile attuare una Riforma in Italia, paese che si è sempre mostrato refrattario ai cambiamenti storici, confermando spesso l’ essere conservatore di molti italiani” analizza i dati, Giuseppe Visone, il pm della Dda di Napoli, che pur facendo capo all’ ufficio di Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, si è sempre coraggiosamente dichiarato a favore della Riforma.

Giuseppe Visone ammette che si è sbagliata la modalità di comunicare a quel flusso di giovani che va dai 18 ai 27 anni e che hanno voluto difendere la Costituzione senza mai aver ascoltato le motivazioni del fronte del sì” esamina il pm, asserendo di aver sottovalutato una fetta di popolazione a cui non siamo proprio arrivati”.

Con la stessa chiarezza che ha utilizzato per spiegare anche i tecnicismi più difficili, previsto nella Riforma, osserva quanto sia importante ,al di là del risultato,” una mobilitazione di massa che per i Referendum non si vedeva da tempo” Da uomo dello Stato dichiara “continuerò a lavorare nell’ interesse pubblico e della collettività conscio che l’ Italia non sia ancora pronta al cambiamento”.