Tempo di lettura: 2 minuti

Napoli – “Come noto, nel settore aerospazio c’è un leader internazionale partecipato dallo stato con cui c’è un’interlocuzione e che può fare parte della soluzione” così solo qualche settimana fa esordiva al tavolo del Mise il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuenelli, parlando di Leonardo tra le possibili soluzioni di reindustrializzazione per lo stabilimento Whirlpool di Napoli Est.

L’azienda dell’aerospazio, insieme all’Adler di Ottaviano, è stata così inserita da Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa che dallo scorso gennaio è al lavoro per trovare una soluzione valida alla multinazionale statunitense, nelle proposte per i possibili “piani B” sulla vertenza dello stabilimento di via Argine.

Proposte che, stando al pensiero del ministro pentastellato, sono più che accettabili per salvare, almeno in parte i lavoratori napoletani. Nei giorni scorsi tuttavia dalla Fim Cisl fanno sapere invece che l’azienda vesuviana, a causa dell’emergenza Covid, ha intenzione di dare un taglio al budget per gli stabilimenti di Nola e Pomigliano d’Arco.

Un ennesimo paradosso in una vertenza, come quella della Whirlpool, che va avanti da più di un anno tra accordi ministeriali strappati e promesse non mantenute. Dove resta confermata la chiusura dello stabilimento di Ponticelli per il prossimo 31 ottobre.

Leonardo Spa – spiegano dalla Federazione italiana Metalmeccanici – annuncia per l’anno in corso, causa aggiornamento richieste dei clienti (Boeing-Airbus-consorzio ATR) un taglio al budget importante sul carico di lavoro sia a Pomigliano che a Nola. L’azienda ha prospettato un piano, per far fronte in questo secondo semestre del 2020, che prevedrebbe l’azzeramento degli straordinari, la drastica riduzione delle trasferte lunghe, forti tagli e riduzione delle commesse in sub appalto delle ditte esterne, il blocco di nuove assunzioni, chiusure collettive modulate per stabilimento (21gg per gli stabilimenti di Pomigliano e Nola). Nessuna previsione invece è prospettata per il 2021, ma nemmeno nella previsione più ottimistica si intravedono effetti meno gravi di quelli registrati per l’anno in corso visto che gli analisti internazionali indicano tempi di ripresa del mercato aeronautico civile in una forbice tra i 18 ed i 24 mesi”.