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È partito da piazza Santa Maria Novella a Firenze il corteo promosso dalla Cgil in occasione dello sciopero generale contro la legge di bilancio. Tra i partecipanti il segretario generale Maurizio Landini che terrà il comizio conclusivo in piazza del Carmine, nell’Oltrarno. Alcune migliaia le persone presenti, arrivate da tutta la Toscana.
In testa al corteo, aperto da una banda musicale, lo striscione della Cgil Toscana con il segretario regionale Rossano Rossi e quello fiorentino Bernardo Marasco. Assieme a loro, tra gli altri, il segretario regionale del Pd, deputato Emiliano Fossi, e la sindaca di Firenze Sara Funaro.
Il corteo si sta dirigendo verso piazzale di Porta a Prato. Oltre ai simboli del sindacato, anche numerose bandiere della Palestina e della pace. 

Noi stiamo facendo il nostro mestiere, quello che non fa Salvini”, mentre “abbiamo un elenco di personaggi che prima di andare al governo erano contro l’Europa, oggi fanno l’austerità e sono quelli più filoeuropei sul riarmo e sull’austerità”. Lo ha affermato Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, oggi al corteo di Firenze per lo sciopero generale.
Landini ha replicato al vicepremier Matteo Salvini che ha definito “irresponsabile” bloccare il Paese con lo sciopero. “Salvini non era quello che nella campagna elettorale ha detto che avrebbero cancellato la Fornero se c’erano loro?”, si è chiesto parlando coi cronisti, ricordando che “erano quelli che avrebbero cancellato le pensioni, invece ci stanno portando l’età a 70 anni. Sono quelli che dicevano che bisognava aumentare i salari, in realtà stanno solo aumentando la rendita finanziaria, la rendita immobiliare, i profitti e stanno facendo condoni su condoni”.
A chi gli chiedeva se si aspettasse di vedere tutti i leader dell’opposizione del centrosinistra in piazza oggi a Firenze, il leader della Cgil ha risposto così: “Io mi aspettavo di vedere una piazza piena di lavoratori e di lavoratrici, poi i leader politici fa piacere se ci sono. Il nostro obiettivo oggi era rendere evidente che c’è una maggioranza di questo Paese, il mondo del lavoro, i pensionati, i giovani, che lo tengono in piedi, che rivendicano una vera democrazia che si fonda sul lavoro, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà”.