Anche Salerno, questa mattina, ha ospitato lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base in difesa della Flotilla, che riparte verso Gaza senza alcuna protezione istituzionale. Il presidio si è svolto al porto commerciale, al varco Ponente di via Ligea, dove attivisti, lavoratori e cittadini si sono riuniti per denunciare il genocidio in corso e l’economia di guerra che, secondo i promotori, alimenta complicità internazionali e silenzi governativi. La mobilitazione salernitana si inserisce nella giornata nazionale che vede iniziative in decine di città italiane, tutte unite dal sostegno alla missione umanitaria diretta verso la Striscia.
Intanto, da Marmaris, in Turchia, i trecento attivisti della Flotilla hanno confermato la ripartenza verso Gaza, nonostante arresti, pestaggi, sabotaggi alle imbarcazioni e pressioni esercitate da diversi governi europei. L’Unione Europea ha ribadito che la Flotilla non godrà di alcuna protezione durante la navigazione, mentre il governo italiano mantiene una posizione di silenzio che l’Usb interpreta come un allineamento alle scelte degli altri Paesi membri. Per i promotori, a sostenere la missione restano soltanto i popoli e i lavoratori, quella rete di solidarietà che negli ultimi mesi ha riempito piazze e presidi in tutta Italia.
Lo sciopero generale di oggi raccoglie anche le rivendicazioni che hanno attraversato il mondo del lavoro nelle ultime settimane: dagli scioperi dei pubblici ai portuali, dalle proteste dei trasporti ai licenziamenti nella logistica, fino allo sciopero della scuola e a quello delle cooperative sociali. Una condizione, secondo l’Usb, segnata da continui attacchi ai diritti, ai salari e all’organizzazione del lavoro. Ma la giornata del 18 maggio parla soprattutto della volontà di fermare la barbarie e di chiedere al governo Meloni di interrompere le relazioni con Israele. È una mobilitazione che vuole dire ai membri della Flotilla che non sono soli, che esiste un Paese pronto a sostenerli e a difendere la loro scelta di portare aiuti e denunciare le violazioni dei diritti umani.
A Salerno, come nel resto d’Italia, la partecipazione si è concentrata in un presidio compatto e determinato, che ha ribadito la richiesta di un cessate il fuoco immediato e il diritto del popolo palestinese a vivere in pace nella propria terra. Lo sciopero, proclamato dall’Usb ma aperto a tutti i lavoratori e le lavoratrici, è stato indetto nel pieno rispetto delle norme vigenti e si presenta come una giornata di mobilitazione generale, senza tentennamenti.




















