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Iscriviti oggi a un corso di laurea Pegaso e studia dove e quando vuoi

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L’università rappresenta per molti il passaggio fondamentale verso la realizzazione professionale e personale. È il momento in cui si scelgono non solo materie di studio, ma anche direzioni di vita. Eppure, per lungo tempo, frequentare un corso di laurea ha significato dover affrontare impegni rigidi, orari fissi, trasferimenti e spese aggiuntive che non tutti potevano permettersi. Con l’avvento delle università digitali, lo scenario è radicalmente cambiato. L’Università Pegaso è una delle realtà più solide e riconosciute in Italia, capace di offrire percorsi di studio moderni, flessibili e di alto livello. Oggi iscriversi ad un corso di laurea Pegaso significa poter studiare dove e quando si vuole, senza rinunciare alla qualità accademica né alle opportunità nel mondo del lavoro.

La rivoluzione della formazione universitaria

Negli ultimi anni, l’università tradizionale ha mostrato tutti i suoi limiti: spese di affitto per chi deve trasferirsi, tempo persi in spostamenti, frequenza delle lezioni obbligatoria che non tiene conto delle esigenze personali e lavorative degli studenti. Pegaso ha colto queste difficoltà e ha risposto con una proposta innovativa: corsi di laurea interamente online, che permettono a chiunque di accedere all’istruzione superiore senza vincoli di luogo o di orario.

La piattaforma digitale di Pegaso è disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Le videolezioni possono essere seguite più volte, i materiali didattici scaricati in qualsiasi momento e gli studenti hanno sempre a disposizione strumenti di interazione con docenti e tutor. Questo significa che non esistono più scuse legate alla distanza o alla mancanza di tempo: l’università diventa accessibile a tutti, anche a chi lavora o ha una famiglia.

Un’offerta formativa ampia e riconosciuta

La validità dei titoli conseguiti presso Pegaso è uno degli aspetti più importanti da sottolineare. Tutti i corsi di laurea sono riconosciuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), con piani di studio costruiti per rispondere agli standard universitari nazionali ed europei. Ciò significa che il titolo di studio ha lo stesso valore legale di quello conseguito in un ateneo tradizionale, con in più il vantaggio delle competenze digitali e organizzative che si maturano lungo il percorso.

Pegaso offre corsi di laurea triennali e magistrali in numerose aree disciplinari.

Tra i più significativi spicca il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19).

Il corso rappresenta una scelta ideale per chi vuole lavorare nell’ambito educativo e sociale. Gli studenti acquisiscono competenze fondamentali per operare come educatori in scuole, comunità, cooperative e servizi socio-educativi. In un contesto in cui la formazione e il supporto ai più piccoli e alle persone fragili sono sempre più richiesti, questa laurea apre prospettive concrete di inserimento lavorativo.

Chi invece guarda con interesse al futuro tecnologico e al mondo delle imprese può scegliere, ad esempio, il corso di laurea in Informatica per le Aziende Digitali (L-31), un percorso formativo che unisce le competenze informatiche alle esigenze gestionali delle aziende, formando figure professionali capaci di accompagnare le imprese nella trasformazione digitale. Con il digitale che permea ormai ogni settore produttivo, questo corso diventa un trampolino di lancio verso professioni innovative e molto richieste.

L’offerta formativa Pegaso è, comunque, molto ampia e variegata con percorsi che spaziano dall’Ingegneria Civile alle Scienze Motorie, dalla Filosofia all’Economia Aziendale, fino alla Giurisprudenza e molto altro ancora.

La flessibilità come valore aggiunto

Uno dei maggiori vantaggi di Pegaso è la possibilità di gestire il proprio tempo. Non si tratta solo di comodità: questa flessibilità rappresenta un vero e proprio strumento di crescita personale. Saper pianificare lo studio, organizzare le proprie giornate e rispettare le scadenze senza la presenza fisica costante di docenti e compagni significa sviluppare capacità di autogestione, autonomia e responsabilità.

Queste soft skills sono oggi tra le più ricercate nel mondo del lavoro. Le aziende non guardano più solo alle conoscenze tecniche, ma anche alla capacità di un candidato di sapersi organizzare, di rispettare obiettivi e di sapersi muovere in ambienti digitali. E in questo, gli studenti Pegaso hanno una marcia in più.

Di contro, un timore frequente di chi valuta l’iscrizione a un’università online è quello di sentirsi solo, senza un punto di riferimento reale. Pegaso ha abbattuto anche questa barriera grazie a un sistema di tutoraggio continuo: ogni studente ha a disposizione un tutor che lo accompagna dall’immatricolazione fino alla laurea, aiutandolo nella gestione delle pratiche burocratiche e fornendo supporto motivazionale.

Questa rete di sostegno rende il percorso di studio molto più fluido, riduce il rischio di abbandono e aumenta le possibilità di successo. Non è un caso se migliaia di studenti ogni anno scelgono Pegaso proprio per la qualità del servizio e per la presenza costante di figure di riferimento.

Un investimento accessibile

Iscriversi a un Pegaso corso di laurea è anche una scelta intelligente dal punto di vista economico. Le tasse universitarie sono spesso, nel complesso, più accessibili rispetto ad altre realtà accademiche e non ci sono costi aggiuntivi legati a spostamenti, vitto e alloggio. Lo studente ha la possibilità di continuare a lavorare mentre studia, garantendosi così stabilità economica durante il percorso. Inoltre, sono previste agevolazioni economiche per gli appartenenti alle Forze Armate e Forze dell’Ordine, per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, i neogenitori, per chi ha un’invalidità, un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) e molto altro ancora.

Questa combinazione di risparmio e possibilità di conciliare studio e lavoro rappresenta un valore aggiunto decisivo per molte famiglie e per chi desidera investire sul proprio futuro senza indebitarsi.

Il tuo futuro inizia oggi

Studiare con Pegaso significa aprirsi a un futuro di opportunità. Non si tratta solo di ottenere un titolo riconosciuto, ma di intraprendere un percorso che forma figure competenti e capaci di affrontare con successo il mondo del lavoro.

Che si scelga di dedicarsi all’educazione, alla formazione o di abbracciare le sfide del digitale, l’importante è compiere oggi il primo passo.

Iscriversi a un Pegaso corso di laurea significa studiare con la certezza di non essere mai solo e con la sicurezza di costruire, passo dopo passo, una carriera solida e gratificante.

Per ricevere tutte le informazioni o per avviare da subito il tuo percorso di studi, contatta Università Pegaso – Vantaggio al numero verde 800 27 00 23 oppure scrivi all’indirizzo email [email protected]: avrai a disposizione il nostro team di orientatrici che ti guiderà verso il tuo brillante futuro.

Mastella dà i numeri: “In Campania ho 80mila voti”. E l’attacco frontale a De Luca

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Clemente Mastella non usa giri di parole. Il sindaco di Benevento, in un’intervista all’Huffington Post, affonda sul Partito democratico e sulla gestione delle trattative per la candidatura di Roberto Fico alla presidenza della Regione Campania. “Non ho mai visto una cosa del genere”, dice, riferendosi al braccio di ferro che ha contrapposto i dem al governatore uscente Vincenzo De Luca. Alla domanda se possa essere considerato un “cacicco” della politica, Mastella respinge l’etichetta: “Non chiamatemi così. Io non ho mai imposto nulla. Non ho mai esercitato il potere assoluto dei governatori. Ho semplicemente il consenso: anche a queste elezioni otterrò 80mila voti, scrivetelo pure”. Il confronto con la Prima Repubblica, per lui, è impietoso: “All’epoca le trattative erano dure, anche virulente, ma restavano riservate. Penso a Remo Gaspari: era un cacicco, ma non chiamava per dire ‘o così o me ne vado’. Oggi invece c’è chi insulta il proprio stesso partito, e poi resta lì. Io dico: se pensi che sia un partito di imbecilli, esci e fondane un altro”.

Nonostante le critiche al metodo, Mastella promuove la scelta di Roberto Fico: “Era la conclusione ovvia. Sul merito nulla da dire, ma il modo è stato opposto alla mia tradizione politica”. Sulla figura di Piero De Luca, nuovo segretario regionale del Pd e figlio del governatore, il sindaco di Benevento non si scandalizza: “È una persona per bene. In politica si vedono cose sghembe, ma concentriamoci sul risultato. Come diceva Mao: l’importante è che i gatti mangino i topi”. Il vero punto, per Mastella, è la contraddizione di un presidente di Regione che costruisce liste esterne al partito: “Com’è possibile che il governatore del Pd abbia una lista concorrente al Pd? È un paradosso”. Per Mastella la crisi è strutturale: “I partiti sono ormai ectoplasmi, hanno paura di perdere e non riescono a esercitare potere sui cacicchi. Un tempo i parlamentari erano l’espressione del territorio e da lì si sceglievano sindaci e governatori. Oggi l’albero genealogico della politica si è rovesciato: comandano le Regioni e i sindaci, i parlamentari hanno un potere fragile”.

Mastella non risparmia neppure Carlo Calenda, che ha ritirato le liste di Azione alle regionali denunciando un clima da feudalesimo: “Fa il feudatario anche lui, ma solo quando gli conviene. Calenda è giorno e notte, infinito e abisso. Sui territori poi lo abbandonano. È successo in Calabria e sta succedendo anche in Campania. Come si chiamava quello di TikTok? Il consigliere regionale Pasquale Di Fenza, espulso da Azione dopo aver postato un video nel suo ufficio con la tiktoker napoletana Rita De Crescenzo. Calenda l’ha mandato via, ma prima se l’è tenuto”. Nonostante la polemica, Mastella conferma il suo sostegno: “Io Fico lo sosterrò, ma farò comunque la mia lista. Me lo hanno sconsigliato, ma io non sono mica iscritto al Pd. E il centro serve. Io faccio quello che voglio”. Il sindaco di Benevento, otto volte deputato, senatore, ministro, europarlamentare e oggi leader di “Noi Di Centro”, rivendica così il suo spazio politico. E chiude con una certezza: “In Campania hanno vinto i cacicchi. Ma io non lo sono: io ho solo i voti”.

Ferito a Napoli a colpi di arma da fuoco

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Un uomo di 42 anni è stato ferito a colpi di arma da fuoco alla gamba destra e all’addome ed è stato trasportato all’Ospedale del Mare a Napoli da un familiare. Non è ritenuto in pericolo di vita. In ospedale sono intervenuti gli agenti del commissariato Ponticelli dopo la segnalazione del fatto. In base ai primi accertamenti, i fatti sarebbero avvenuti in una traversa di via Villa Bisignano. La dinamica è in fase di ricostruzione da parte della Squadra Mobile e del commissariato San Giovanni-Barra. 

Scontro al Teatro San Carlo, i tre consiglieri accusano Manfredi: “Rispetti democrazia e non scappi”

Teatro di San Carlo, 21 e 22/06/2011 direttore Daniel Oren Orchestra Teatro di San Carlo Leonard Bernstein Candide Ouverture - George Gershwin Un americano a Parigi - P‘tr Il'icÿ Cÿajkovskij Romeo e Giulietta Ouverture fantasia in si min. - Maurice Ravel BolŽro
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“La verità sul San Carlo”. Così si intitola un comunicato di Riccardo Realfonzo, Marilù Faraone Mennella e Gianfranco Nicoletti, componenti del consiglio di indirizzo della Fondazione del Teatro Massimo di Napoli. Ed è l’ultimo capitolo di uno scontro ormai deflagrato pubblicamente. Una guerra le cui tappe si susseguono a ritmo incalzante. Ieri il ministro Alessandro Giuli ha disposto la nomina bis per il sovrintendente Fulvio Macciardi. Ed è di oggi la notizia del nuovo ricorso al Tar del sindaco Gaetano Manfredi, presidente del Cdi, contro il decreto ministeriale di 24 ore fa.

Sulla questione, i tre consiglieri espressione di Regione Campania (Realfonzo) e ministero della Cultura (Nicoletti e Faraone Mennella) intendono tenere il punto. La loro nota parla di un “misto di stupore e di dispiacere”, per “le dichiarazioni del sindaco Manfredi sulla vicenda del San Carlo”. I tre consiglieri prendono atto che Manfredi “considera il Sovrintendente Macciardi – che, com’è noto, è il presidente dell’Associazione Nazionale delle Fondazioni lirico-sinfoniche (immaginiamo scelto per questo ruolo in forza delle sue competenze) – guida non autorevole e incapace di garantire gli standard qualitativi raggiunti negli ultimi anni”. Al punto “da spingere alla ricerca di un nome alternativo”. Il terzetto sottolinea di aver appreso del giudizio “dai giornali perché, prima d’oggi, non aveva mai formulato rilievi critici sulla persona”. Cioè “nessuna valutazione di merito negativa, ma solo critiche alle modalità procedurali prescelte”. A riprova dell’assunto, la nota evidenzia che “non c’è una sola parola al riguardo neppure nel verbale dell’ultima riunione del consiglio di indirizzo”.

Dunque, Manfredi boccerebbe Macciardi nel merito, non solo nel metodo di scelta. “A ogni buon conto – ribadiscono i tre consiglieri -, rispettiamo l’opinione del sindaco, ma non è la nostra, e speriamo voglia convenire che la sua è un’opinione in minoranza”. Di fatti, la “maggioranza dei componenti del consiglio di indirizzo ritiene il maestro Macciardi una guida autorevole e capace“. Oltre a evidenziare i numeri della disputa in atto, il comunicato critica la strada intrapresa dal sindaco. Rilievi, peraltro, mossi già nel consiglio svolto il 26 agosto. Una seduta dove si è consumato lo strappo finale con Manfredi, andato via anzitempo con la rappresentante della Città Metropolitana, Maria Grazia Falciatore. “Le carte bollate – affermano gli altri consiglieri – non servono al Teatro, ne minano immagine e reputazione, e, soprattutto, danneggiano i lavoratori, cui serve una governance stabile”. Per questo, si è ritenuto “opportuno rifare o convalidare la proposta (di Macciardi, ndr), così da eliminare il contenzioso e, soprattutto, togliere ogni alibi a chi ha fatto i ricorsi”.

Nella versione di Realfonzo, Faraone Mennella e Nicoletti, il sindaco è apparso “spiazzato, evidentemente, da una decisione costituente un ostacolo alla sua strategia di guadagnare tempo nelle aule di giustizia”. Per tale motivo, ipotizzano i tre, Manfredi “ha sostenuto che il consiglio di indirizzo non potesse votare su questo punto, perché non era all’ordine del giorno”. Qui però, la nota denuncia una presunta contraddizione del presidente del Cdi. E sono accuse gravi. “Delle due, l’una – scrivono -: se non era all’ordine del giorno, il sindaco ha violato lo statuto e il codice civile, perché per ben tre volte gli abbiamo chiesto di deliberare su questo punto ed egli dunque era obbligato a convocare su di esso il consiglio di indirizzo; se era all’ordine del giorno, ha commesso un abuso cercando di ostacolare e bloccare la deliberazione”. I tre consiglieri spiegano di aver chiesto “lumi ai revisori (organo di garanzia), e la presidente del Collegio (magistrato della Corte dei Conti) ha risposto che il consiglio poteva certamente deliberare”. E così è stato. “A maggioranza, certo” chiosa la nota. E senza “il voto favorevole del Presidente, purtroppo”. Ma “è la democrazia, e va rispettata” si ricorda. Come? Il finale del comunicato è al vetriolo: “Senza scappare. Senza disertare la riunione che si era convocata. Senza fare, il giorno dopo, una narrazione non aderente alla realtà”. Ed al San Carlo è ormai conflitto aperto.

Alto Calore, le associazioni rilanciano un “Consiglio dell’Acqua”

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La nota di Arci, Legambiente, Libera

“In queste settimane abbiamo seguito con attenzione e con crescente preoccupazione la vicenda di Alto Calore. Ci troviamo di fronte a una crisi senza precedenti, che non può essere affrontata con soluzioni tampone o risposte parziali, ma che richiede un impegno straordinario e condiviso a tutti i livelli istituzionali.

Il malcontento diffuso tra le cittadine e i cittadini, costretti a convivere quotidianamente con un servizio idrico inadeguato e disfunzionale, rappresenta un campanello d’allarme che non può più essere ignorato. Le dimissioni dell’amministratore unico Antonello Lenzi sono il segnale di una situazione ormai divenuta sempre meno governabile, che chiama in causa anche le responsabilità della politica locale.

In un contesto segnato da confusione e incertezza, riteniamo necessario ribadire alcuni punti ormai non più rinviabili. La crisi idrica in Irpinia e nel Sannio potrà essere affrontata solo attraverso un intervento nazionale capace di mettere a disposizione risorse straordinarie per il rifacimento delle condotte obsolete, così da ridurre le perdite gravissime che privano le comunità di un bene essenziale. È inaccettabile che il peso delle scelte cada unicamente sulle bollette degli utenti, già da anni penalizzati da una gestione inefficiente. Eventuali aumenti potranno essere giustificati soltanto se accompagnati da un reale piano di controllo delle reti, da una gestione trasparente e da una comunicazione chiara e continua con la cittadinanza.

Riteniamo inoltre indispensabile sottolineare con forza che non è pensabile avviare percorsi di privatizzazione dell’acqua, magari mascherati da scelte tecniche o tariffarie. L’acqua è e deve rimanere un bene comune, non una merce: non possiamo accettare che l’aumento delle bollette diventi il primo passo verso la cessione a logiche di mercato di un diritto universale.

Un’altra questione non più eludibile è quella delle perequazioni tariffarie. Non è ammissibile che i cittadini irpini e sanniti paghino di più per un servizio peggiore rispetto a quello garantito in altre aree della Regione. La Campania ha il dovere di assicurare equità ed evitare che territori già segnati da fragilità sociali ed economiche vengano ulteriormente penalizzati. Allo stesso tempo, non si può ignorare il paradosso di un territorio ricco di risorse idriche, ma che le vede sottratte e pagate a caro prezzo: chi ha acqua in abbondanza non può essere condannato a diventare “povero d’acqua” a causa di gestioni sbagliate e scelte politiche miopi.

Su questo punto, vogliamo essere molto chiari: l’acqua non può diventare terreno di propaganda né bandiera elettorale. Le prossime elezioni regionali non devono trasformare la crisi idrica in uno slogan da campagna, utile a raccogliere voti e subito dopo dimenticato fino alla tornata successiva. Sarebbe un atto grave di strumentalizzazione a danno delle comunità, che invece meritano risposte concrete e durature.

La vicenda di Alto Calore non riguarda soltanto aspetti tecnici o amministrativi: essa investe un principio di giustizia sociale e ambientale. L’acqua è un diritto e un bene comune. Difenderla significa difendere la vita quotidiana delle persone e la prospettiva di sviluppo sostenibile dei nostri territori.

Per questo chiediamo alle istituzioni di assumersi la responsabilità di scelte coraggiose e lungimiranti. È tempo di trasparenza, di partecipazione e di un vero patto con le comunità. In questa direzione, rilanciamo con forza la proposta di istituire un Consiglio dell’Acqua, quale strumento stabile di controllo civico e di garanzia di trasparenza sull’operato dell’ente.

Se l’acqua è un diritto, difenderla significa costruire futuro.

 

 

Napoli-Hojlund, frenata improvvisa: spunta il Lipsia, trattativa in bilico

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Quando sembrava ormai vicina alla conclusione, la trattativa tra Napoli e Manchester United per Rasmus Hojlund ha subito un brusco rallentamento. A lanciare l’allarme è stato Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, che attraverso il proprio profilo Instagram ha lasciato intendere che l’operazione non sia affatto in discesa: “Hojlund, dupalle. La trattativa oggi rallenta: è probabile l’inserimento di un altro club. Il Napoli ha il sì del giocatore e adesso cerca di chiudere per evitare di perderlo. Come diceva mio nonno, tira tira, alla fine la corda si spezza. Non avendo intenzione di realizzare un’altra serie, attendo solo l’ufficialità. In un senso o nell’altro”.

A confermare i timori è arrivata poco dopo l’indiscrezione di Ciro Venerato, giornalista ed esperto di mercato di Rai Sport, secondo cui il Lipsia avrebbe avanzato un’offerta concreta al Manchester United per acquistare HOjlund a titolo definitivo. Una proposta che rischia di complicare i piani del Napoli, il quale stava lavorando a un prestito oneroso con obbligo di riscatto. Il club azzurro può contare sul sì convinto del calciatore, desideroso di tornare in Italia e lavorare con Antonio Conte. Tuttavia, l’inserimento del Lipsia rappresenta un ostacolo serio: i tedeschi, forti della liquidità garantita dal loro progetto, hanno messo sul tavolo cifre più alte e una formula più gradita allo United.

Adesso il Napoli è chiamato a un’accelerata decisiva. De Laurentiis dovrà rivedere le condizioni, probabilmente aumentando la percentuale di rivendita promessa ai Red Devils, per evitare che l’affare sfumi. La partita è ancora aperta, ma il tempo stringe. E come ricordato da Zazzaroni, “quando la corda si tende troppo, può spezzarsi davvero”.

De Luca: “Priorità ai programmi, dirò sempre ciò che penso”

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Il dibattito sulle regionali sui media è “sgangherato e inconcludente“, “devo confermarvi che non parlerò di queste cose”. Al ritorno dalle ferie, nella prima diretta social dopo le vacanze, Vincenzo De Luca non parla del candidato in pectore Roberto Fico né dell’accordo in casa dem per l’elezione del figlio Piero alla segreteria regionale. “Il mio problema è molto semplice: fare in modo che non sia buttato in mare il lavoro immane di questo decennio, che non si blocchino programmi enormi in corso. Ritengo più utile concentrarmi sui programmi, ma continuerò a dire quello che penso, sempre. Chiaro?”.
 
Il mondo dell’informazione nel dibattito sulle regionali “non valuta la qualità, l’esperienza dei candidati, è tutto gossip e cabaret politico”. Nella diretta social di oggi Vincenzo De Luca in vista delle elezioni – di cui non annuncia ancora l’indizione e la data – riafferma “una linea di azione: prima il programma, poi le candidature. Mi pare l’unica cosa corretta e civile, sono impegnato a fare in modo che il programma al di là dei candidati risponda agli interessi della Campania”.
Quando è stato deciso dal governo in modo discriminatorio il blocco al terzo mandato, senza impugnare la legge regionale del Piemonte o tralasciando che Zaia il terzo mandato lo aveva già fatto, lo Stato di diritto è stato portato al livello dell’Africa subsahariana”, insiste.
 
Sul San Carlo “stiamo assistendo a una vergogna“. Senza mai citare il sindaco Manfredi, il governatore Vincenzo de Luca attacca ad alzo zero per difendere la posizione Governo-Regione sulla nomina del sovrintendente. “Dirò qualcosa tra pochi giorni sul San Carlo anche per un’operazione verità sulle tante stupidaggini che sono state dette. Per ora siamo impegnati a tutelare la dignità e l’onore di Napoli e del San Carlo per evitare che ci si copra di ridicolo. Vicende sconcertanti”. Poco prima un’altra stoccata al sindaco: “A Napoli c’è chi lavora per fare cerimonie, noi facciamo opere pubbliche per cambiare il destino della città”.

Napoli, Conte: “Col Cagliari serve la cattiveria del 23 maggio. Tifosi nostro dodicesimo uomo”

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Giornata di vigilia a Castel Volturno, dove Antonio Conte ha presentato in conferenza stampa la sfida tra Napoli e Cagliari, seconda giornata di campionato e prima gara stagionale al Maradona dopo la conquista dello Scudetto.

L’allenatore azzurro ha toccato diversi temi, a partire dall’imminente avventura in Champions League: “Parlo a nome del Napoli: siamo molto contenti di partecipare alla massima competizione europea. C’è entusiasmo e voglia di misurarci con i grandi, ma anche umiltà, per imparare dai maestri e magari un giorno superarli. Ora però siamo concentrati sul campionato, il nostro focus è sul Cagliari”, ha dichiarato.

Conte non si sbilancia sulle prime indicazioni emerse dalla giornata inaugurale di Serie A, ma sottolinea la competitività del torneo: “Sarà un campionato molto difficile, vedo sette o otto squadre molto attrezzate. Ci sarà grande equilibrio e bisognerà lavorare tanto”. Inevitabile la domanda sul ballottaggio tra i pali, con Meret in dubbio per la maglia da titolare: “Col portiere dovrete aspettare. Loro sanno già chi giocherà. Quest’anno siamo più strutturati in porta e siamo contenti di questo”, ha spiegato Conte, lasciando intatto il mistero.

Grande emozione per il ritorno al Maradona, che per la prima volta riabbraccerà la squadra dopo la festa Scudetto: “Sarà una gioia ritrovarci dopo tre mesi con i tifosi. Sono stati momenti di felicità estrema per tutti. Domani mi aspetto unione e unità d’intenti, perché il connubio tra la squadra e il pubblico è il nostro dodicesimo uomo. Nun scordamoce ’o passat: quello che è stato è stato, ora guardiamo avanti con determinazione”. Sulla sfida con la formazione sarda, Conte ha chiesto ai suoi massima concentrazione: “Mi aspetto la stessa cattiveria e determinazione che abbiamo messo lo scorso 23 maggio. Il Cagliari verrà qui per confermare quanto fatto con la Fiorentina, guai a pensare di essere il Napoli con lo Scudetto sulla maglia. Solo con l’atteggiamento giusto possiamo fare una grande prestazione”. Infine, un aggiornamento sugli infortunati, con particolare riferimento ad Alessandro Buongiorno: “Ha fatto passi importanti sul recupero dopo l’operazione. Lo vedo più sciolto in allenamento, si sta avvicinando al rientro”, ha assicurato Conte.

Il Napoli si prepara così a ritrovare i suoi tifosi al Maradona con l’obiettivo di dare continuità al successo della prima giornata e iniziare al meglio il percorso di difesa del titolo.

 

Jomi Salerno attesa dalla finale di Supercoppa contro Erice

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Domani sera al PalaCardella di Erice andrà in scena la finale di Supercoppa italiana di pallamano femminile, che vedrà la Jomi Salerno affrontare la Handball Erice in una sfida che promette spettacolo ed emozioni.

La partita, primo appuntamento ufficiale della stagione, assegnerà il primo trofeo dell’anno e metterà subito di fronte due delle protagoniste più attese del panorama nazionale.

Sarà anche l’esordio ufficiale sulla panchina della Jomi per Leandro Araujo, chiamato quest’estate a guidare la formazione salernitana. L’allenatore brasiliano ha presentato così la sfida:

Affrontare subito Erice è una sfida stimolante: sarà una partita speciale, soprattutto perché segna il mio esordio alla guida della Jomi.
Ci troveremo di fronte a una squadra molto ben attrezzata, ma stiamo lavorando con grande impegno per prepararci al meglio a questa sfida che mette in palio il primo trofeo della stagione. Sono estremamente motivato e consapevole che ci attende una partita intensa, in cui sarà fondamentale il contributo di tutti i membri della squadra”.

La Jomi Salerno si presenterà dunque a Erice con la determinazione di iniziare nel migliore dei modi la nuova annata, puntando su compattezza, esperienza e spirito di gruppo.

Temporali, allerta prorogata fino alle 20 di domani: l’avviso del sindaco Mastella

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In ragione dell’allerta meteo diramata dalla Protezione civile regionale dalle ore 8,00 di domani 30 agosto alle 20,00 dello stesso giorno, il sindaco Clemente Mastella ha emanato un avviso per le avverse condizioni meteorologiche. In particolare per il Sannio sono previsti “locali rovesci e temporali, puntualmente di moderata intensità”.
 
Pertanto, il sindaco Mastella invita la popolazione ad attenersi alle norme comportamentali di prudenza e cautela previste in caso di avviso di allerta meteo per rischio idrogeologico e raffiche di vento.
 
Per fenomeni idrogeologici rilevanti: ad evitare di frequentare locali interrati o posti a pian terreno, principalmente se lungo assi stradali notoriamente interessati da grossi deflussi idrici e comunque a tenere costantemente monitorato il livello delle acque di deflusso. In caso di allagamento staccare subito l’energia elettrica; a procedere con molta cautela, in caso di necessità di attraversamento in auto di un sottopasso stradale, sito critico in occasione di allerta meteo, verificandone la praticabilità e, in caso contrario, darne immediata comunicazione ai numeri di emergenza 112, 113, 115; a prestare la massima attenzione nei siti già segnalati per il rischio idrogeologico (versanti e pendii per possibili frane e smottamenti) e idraulico (sottopassi e aree di collettori fognari per possibili allagamenti); ad osservare particolare prudenza negli spostamenti limitandoli a quanto strettamente necessario.
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