Ecosistema Urbano 2026, Napoli sprofonda all’ultimo posto. Il verdetto arriva dall’annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzata in collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore. Giunta alla 33esima edizione, fotografa l’insieme delle città capoluogo dal punto di vista delle performance ambientali. Prima in classifica è Mantova. “In Campania le città capoluogo sono sempre più in affanno” sottolinea viceversa Legambiente. “L’immagine che emerge è sempre più grigia e tendente al nero – avverte l’associazione ambientalista-. Napoli in primis conquista il triste primato chiudendo la graduatoria al 106° posto. Non va meglio per le altre città della regione: Caserta scivola in piena “zona retrocessione” alla 102ª posizione, mentre Salerno si trova all’82° posto, meglio la situazione per Benevento all’85° e Avellino che si posiziona al 57° posto (guadagnando 5 posizioni rispetto allo scorso anno)”. Il capoluogo campano risulta tra le città peggiori per Biossido di azoto (No2), efficienza del sistema di depurazione, ciclabilità, alberi in area urbana. Restando ai dati negativi, per le polveri sottili (PM10) in Campania si segnala Caserta. Alle voci “consumi idrici domestici” e “dispersione rete idrica”, male Salerno e Avellino in entrambi i casi. Efficienza sistema di depurazione: con Napoli, bocciati tutti gli altri capoluoghi campani: Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. Ciclabilità: anche Salerno tra le peggiori. Energie rinnovabili: Caserta tra le bocciate. Passando invece ai risultati positivi, troviamo Caserta e Salerno tra le migliori per presenza di Ozono (O3). Nonostante la maglia nera generale, Napoli primeggia in uso efficiente del suolo. “Si tratta del segnale di ritardi storici sul fronte delle infrastrutture, dei servizi e delle politiche urbane, comuni a molte città del Mezzogiorno – dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania –Oggi sono in corso importanti investimenti e cantieri destinati a trasformare i nostri territori, ma i loro effetti saranno visibili soprattutto nel lungo periodo. Per questo è necessario affiancare alle grandi opere una strategia di breve e medio periodo capace di rispondere subito ai bisogni di cittadini e cittadine”.


NAPOLI, “ARIA COME IN PIANURA PADANA”
“Quart’ultima (103°) lo scorso anno e due anni fa, la città partenopea – premette Legambiente – da qualche anno risponde in modo completo ai questionari di Legambiente e questa è indubbiamente una notizia positiva che si sta consolidando. Allo stesso tempo però questo dato dimostra sia come si sia effettivamente mosso qualcosa tra tutte le città esaminate da Ecosistema Urbano 2026, sia come Napoli non riesca ancora a fare quel salto di qualità decisivo e necessario ad invertire una tendenza comune a molte città del meridione nel nostro studio. Infatti, sebbene siano molti i “cantieri aperti” nella città, si fa fatica a vedere qualche risultato tangibile nei numeri del nostro rapporto. Numeri che raccontano di un centro urbano ingessato con una qualità dell’aria complessivamente pessima e paragonabile ai livelli di alcune delle città della pianura padana. Napoli è ad esempio tra le peggiori nella media dei valori medi annui per l’NO2: con Milano fanno di poco meglio di Torino, la peggiore in assoluto in questo indice. I numeri legati all’utilizzo del servizio di trasporto pubblico, sebbene facciano segnare un miglioramento passando dagli 86 dello scorso anno agli attuali 103 viaggi pro-capite annui sui bus, dimostrano come Napoli resti in affanno tra le grandi città: lontanissime Venezia e Milano, ma anche Firenze, Genova o Bologna, tutte sopra i 200 viaggi pro-capite annui. Le auto circolanti, sebbene rimangano al di sotto della media nazionale tra i capoluoghi, salgono dalle 61 auto ogni 100 abitanti della passata edizione alle 63 di quest’anno. Cresce seppur di poco la produzione di rifiuti pro-capite che si attesta a 558 kg pro-capite all’anno (erano 537 nella passata edizione), contestualmente aumenta troppo poco la percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato che resta ben al di sotto del 50% (47% quest’anno, era al 44% nella scorsa edizione), molto lontano dalla media dei capoluoghi esaminati da Ecosistema Urbano (66,15%). Nel capoluogo di regione campano aumentano le perdite nella rete idrica che dal 30,6% della passata edizione arrivano a sfiorare il 34% (33,8%). Contestualmente c’è poi una sostanziale conferma di numeri già non esaltanti per quel che concerne isole pedonali, zone a traffico limitato, alberi e indice di ciclabilità nel quale Napoli è penultima con appena 0,4 metri equivalenti di suolo destinato alle bici ogni 100 abitanti: delle città che forniscono il dato fa peggio solo Salerno. Anche sul fronte del verde urbano il capoluogo regionale si colloca in coda alla classifica con una stima di 4,62 alberi ogni 100 abitanti, e con 10 mq per abitante di verde fruibile, in entrambi al terz’ultimo posto. Tra le troppo poche note meno negative per Napoli ci sono i giorni di superamento dell’Ozono atmosferico che scendono dai 42 giorni della passata edizione agli attuali 22; il lieve miglioramento nei consumi idrici che calano dai 160 litri pro-capite al giorno dello scorso anno ai 148 di questa edizione; la già citata debole crescita dei passeggeri trasportati dal tpl”.
GLI ALTRI CAPOLUOGHI IN CAMPANIA
Capitoli qualità dell’aria e dispersione idrica. “Lo smog resta emergenza urbana- evidenzia Legambiente -. La concentrazione nell’aria di Biossido di Azoto (NO2) costituisce, insieme al particolato sottile (PM10 e PM2,5) e all’Ozono (O3), uno dei maggiori problemi con cui le amministrazioni devono confrontarsi. Salerno, presenta un valore medio di biossido di azoto uguale al dato dell’Edizione 2025 (27 μg/mc); segue Avellino con 20μg/mc; Caserta con 17μg/mc e Benevento con 14μg/mc. Relativamente alle concentrazioni di PM10, nessuna ha superato il limite normativo previsto (40 µg/mc). Le città con i valori medi più elevati sono Caserta con (30 µg/mc) seguito da Benevento con 23 µg/mc e Salerno (21 µg/mc) e Avellino con 18 µg/mc. Per stimare la dispersione della rete idrica si calcola che la quota di acqua potabile immessa in rete e non consumata per usi civili (domestici, servizi, usi pubblici e usi gratuiti), industriali e agricoli venga, in qualche modo, dispersa dal sistema. Nel 2025 sono due capoluoghi con perdite superiori o uguali al 50%: primato negativo a Caserta con il 61%, segue Benevento con 57%, non hanno risposto Avellino e Salerno”.
Sezioni su rifiuti, mobilità e verde urbano. “Solo Salerno supera l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata fissato per il 2012 – ammonisce Ecosistema Urbano – con una percentuale del 74,5%, Vicine all’obiettivo Caserta (64,6%), Avellino (63%) e Benevento (62,3%). Per la produzione pro-capite di rifiuti, Caserta sale a 500 kg/ab, Salerno registra 463 kg/ab, Avellino 447 kg/ab e Benevento 446 kg/ab. Nella fruizione del TPL, Caserta si colloca tra i 10 capoluoghi italiani al di sotto della soglia minima dei 10 viaggi per abitante (appena 7 viaggi/ab), mentre Avellino e Salerno si attestano rispettivamente a 37 e 34 viaggi/ab. Per l’offerta di servizio (vetture-km/abitante), la migliore ma lontana dalle performance accettabili Avellino con 20 vetture-km/abitante, seguita da Benevento con 17 vetture/km/ abitante, Salerno con 16. Chiude Caserta con 12 vetture”.
Isole pedonali: l’estensione media nei comuni capoluogo a livello nazionale si attesta sui 48,2 m2 ogni 100 abitanti. “In Campania – avvisa la ricerca – nessuna città raggiunge questa media. Benevento è quella che fa registrare la migliore performance con 40m2 ogni 100 abitanti. Avellino fanalino di coda con appena 2,6 m2. Tutte le città campane hanno bassi numeri per il verde accessibile in area urbana (mq/abitante). Si passa dai 24 mq di Benevento, ai 19,3 di Salerno, i 18.3 di Caserta e ai 18 di Avellino. Nota dolente sul fronte delle energie rinnovabili, dove solo Avellino registra un minimo di diffusione nelle strutture pubbliche, con una potenza installata (kW) su edifici pubblici di 9,54 per 1000 abitanti e Benevento con 5KW. Fanalini di coda Salerno con 0,86 kW/1000 abitanti. Non disponibile il dato di Caserta”.















