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Una debacle senza appello. La Salernitana esce dal Viviani con le ossa rotte e – soprattutto – fortemente ridimensionata. E non è soltanto il terzo posto nuovamente perso – per differenza reti – a rendere amara l’analisi della Caporetto potentina. La Salernitana vista in Lucania è apparsa lontanissima dallo “standard” delle ultime tre vittorie consecutive. Eppure la sensazione iniziale, dopo il primo gol subìto, era di una squadra in grado di fare bottino pieno grazie alle reti di Lescano e Tascone.
Invece il Potenza con un clamoroso poker di reti in successione, ha schiantato i granata e – forse – definitivamente chiuso la porta all’idea di un arrivo al terzo posto che avrebbe dato un sapore diverso alla lotteria dei playoff.
Ma cosa non è andato al Viviani? Le parole di Cosmi dopo il match (“Prendere cinque gol ti fa sentire impotente”) riportano alla luce quei problemi di continuità e costanza che hanno caratterizzato nel corso della stagione il cammino dei granata. Una squadra che, nel momento decisivo, non ha mai saputo cambiare passo. E questo, ad un pugno di partite dai playoff, non fa dormire sogni tranquilli, soprattutto in vista della sfida di Pasquetta contro un Benevento temibilissimo che, proprio all’Arechi, potrebbe conquistare la certezza aritmetica della promozione in B. Sarà una partita difficilissima, quasi improba contro un avversario lanciatissimo. Non perdere potrebbe già valere tantissimo almeno per rispondere “sul campo” alle preoccupazioni di un ambiente in fibrillazione non soltanto per ciò che potrà dire il campo ma soprattutto per le tante incertezze che adombrano il futuro societario.
Cosmi fino ad oggi è riuscito a tenere a distanza l’ambiente squadra dalle questioni legate al passaggio di proprietà del club ma è chiaro che le nebbie che si addensano attorno alle questioni extra campo non possono passare “in cavalleria”.
Sarà una settimana delicatissima, quindi: al tecnico il compito di serrare i ranghi e ritrovare energie e concentrazione in un gruppo che a Potenza è sembrato completamente smarrito. Partendo, magari, da quelle poche certezze emerse in Basilicata: Lescano, cecchino costante e implacabile, e Tascone, nuovamente padrone del centrocampo. Potrà bastare? Al campo il giudizio inconfutabile.