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La televisione vive spesso di leggerezza, ironia, battute improvvisate. È il suo linguaggio naturale, soprattutto per i programmi generalisti. Ma c’è una linea sottile, quasi invisibile, che separa l’ironia dalla mancanza di rispetto. E quella linea, durante la puntata di ieri di ‘Domenica In‘, sembra essere stata superata.

Ospite del programma per presentare il suo primo film, ‘Mi batte il corazón’ (in uscita il prossimo 19 marzo), il comico napoletano Peppe Iodice si è trovato davanti ad una situazione che ha lasciato più di qualcuno perplesso. Il collega Teo Mammucari ha infatti interrotto l’ospitata con una battuta che molti hanno percepito come fuori luogo, liquidando il film come “imbarazzante” e invitando proditoriamente a fare “due domande e mandarlo via”. “Non perdere tempo su, abbiamo ospiti più importanti” ha detto rivolgendosi alla conduttrice Mara Venier. Poi ha aggiunto: “Il 19 esce al cinema e dopo due giorni lo tolgono”.

Una boutade, una battuta sicuramente nata sul momento, quasi certamente non programmata, pronunciata con l’intento di strappare una risata. Del resto chi conosce lo stile di Teo Mammucari sa che la provocazione fa parte del suo modo di stare in scena: diretto, irriverente, spesso sopra le righe. Un registro che negli anni lo ha portato più volte a stuzzicare colleghi e ospiti.
Proprio per questo c’è anche chi ha letto l’episodio come una semplice provocazione da studio televisivo, ma per la maggior parte degli spettatori, però, il risultato è apparso comunque imbarazzante e fuori luogo.

La comicità vive, spesso, di provocazione. Però c’è una differenza fondamentale tra la satira e la demolizione gratuita.
Quando un artista arriva in studio (e che studio!) per presentare un progetto – una opera prima ancor più – non sta portando soltanto un titolo da promuovere ma mesi, a volte anni, di lavoro. Sta portando una squadra, una produzione, una scommessa personale.

Liquidare tutto con una battuta, per di più senza aver realmente visto o analizzato l’opera, rischia di trasformarsi in qualcosa di diverso dall’ironia: diventa una forma di prevaricazione.
Un gesto che ha decisamente invaso lo spazio altrui e che invece di creare ritmo, spettacolo, ha mostrato l’incapacità di riconoscere il lavoro degli altri.

Il siparietto non è passato inosservato. Sui social, infatti, molti spettatori si sono scagliati contro Mammucari, giudicando l’intervento fuori luogo e poco elegante nei confronti di un collega.
In tanti hanno espresso solidarietà a Peppe Iodice. Tra le voci che si sono levate a difesa del comico napoletano c’è anche quella dell’attore Giampaolo Morelli: “Diciamo che tra colleghi si può anche scherzare, si possono fare battute divertenti o meno. Però il primo lungometraggio va trattato sempre con grande rispetto. Peppe ricorda che chi fa il primo film ha già vinto”.

Tra artisti dovrebbe esistere una sorta di codice non scritto: il rispetto del palco dell’altro.
Non significa evitare la critica. Ma dovrebbe essere onesta, informata e contestuale. Non una battuta lanciata per occupare la scena.
Quando invece si diventa protagonisti così, con una battuta che riduce l’ospite a bersaglio, il rischio è quello di trasformare la televisione in una specie di cortile dove si ride di qualcuno, più che con qualcuno.

Alla fine è tutta una questione di stile, quello che ha mostrato di avere Iodice per il modo in cui ha affrontato la diretta.