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Un uomo di 32 anni nato con gli organi interni in posizione invertita “a specchio” è stato salvato all’ospedale Molinette di Torino con un trapianto combinato di cuore e fegato. L’intervento ha richiesto 17 ore di lavoro in sala operatoria e, secondo quanto comunica la Città della Salute, è stato “senza precedenti a livello mondiale”.
 
Il paziente, originario della Campania, era portatore fin dalla nascita da una cardiopatia congenita e, durante infanzia e adolescenza, era stato operato a cuore aperto tre volte. La sua rarissima condizione anatomica è chiamata ‘situs viscerim inversus’.
 
 “Mio figlio è sempre stato combattivo. Lo era da bambino, lo è stato da ragazzo e lo è ancora da adulto. Si è messo al computer e ha scoperto che a Torino, forse, sarebbe stato possibile effettuare l’intervento di cui aveva bisogno”. A parlare è Alfredo, pensionato di 66 anni della zona di Napoli Nord, a proposito di Daniele, il 32enne che nel corso della sua vita – di professione è programmatore informatico – era già stato operato varie volte in Campania e Toscana, ma come riferisce la famiglia, quando il fegato a cominciato a soffrire per la particolare disposizione degli organi interni, si sarebbero resi necessari altri interventi poco meno che inutili, dal momento che, con il tempo, la compressione sarebbe continuata. “Ma Daniele – dice Alfredonon si è mai arreso. Diversamente non sarebbe più fra noi”.
    Quanto all’assistenza trovata nell’ospedale Molinette, il 66enne dice che “medici, infermieri, operatori socio-sanitari sono tutti al top: davvero, sono i numeri uno”.