Tempo di lettura: 3 minuti
“Il nuovo impianto della PAC presenta sfide importanti, dal fondo unico all’approccio basato sui risultati e a tempi di attuazione più stringenti. Le regioni del Sud affrontano problematiche specifiche: cambiamenti climatici sempre più intensi, scarsità di risorse idriche, frammentazione aziendale, spopolamento delle aree interne e maggiore vulnerabilità socio-economica. La futura PAC 2028-2032 deve saper intercettare queste specificità e trasformare le fragilità in una leva di sviluppo, competitività e coesione per l’intera Europa”.
Lo ha dichiarato l’Assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, intervenendo l’11 giugno al Forum “Futura PAC. La PAC post 2027 alla prova dei fatti. Territori, Mediterraneo e sicurezza alimentare”, promosso dalla Commissione europea e dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, delle Regioni del Mezzogiorno – Campania, Basilicata, Molise, Puglia e Calabria – della Rete PAC, di AGEA, CREA e ISMEA, insieme alle organizzazioni professionali agricole.
 
La proposta della Commissione europea, ancora in negoziazione, prevede l’inserimento della PAC in un Fondo unico europeo per i partenariati nazionali e regionali (NRPF), con Piani di Partenariato (PPNR) basati su obiettivi europei e attuazione nazionale e regionale.
 
“L’impostazione della futura PAC – ha proseguito l’Assessora Serluca – apre scenari di forte trasformazione che, pur nella logica dell’efficienza e della semplificazione, presentano dei rischi, a partire dalla possibile riduzione della specificità della politica agricola. È ciò che accade ad esempio per il segmento dell’agroindustria, che ad oggi sarebbe destinato a un fondo generico, e non più all’alveo agricolo. Ma la vera sfida riguarda la governance: è essenziale continuare a garantire un buon margine di autonomia e flessibilità alle Regioni, soprattutto del Sud, nel quadro europeo e nazionale, per scongiurare un possibile scollamento dalle esigenze reali dei territori. Un ulteriore rischio è che, in un sistema più accorpato e orientato ai risultati, si riduca la visibilità e la risposta ai fabbisogni delle aree interne e dei territori più fragili, dove invece l’intervento pubblico è più necessario per garantire coesione e sviluppo”.
 
Durante la giornata, le cinque Regioni del Mezzogiorno hanno presentato la “Carta di Matera per la PAC post 2027”, che individua le principali priorità: reddito agricolo e competitività, gestione della risorsa idrica, ricambio generazionale, sicurezza alimentare e reciprocità commerciale, oltre alla dimensione euro-mediterranea della PAC.
 
“Occorre accompagnare – ha concluso l’Assessora Serluca – l’evoluzione della PAC con un approccio equilibrato, che non penalizzi le Regioni in ritardo di sviluppo e a maggiore rischio di perdita di capitale umano. Bene, dunque, la semplificazione, la riduzione dei tempi e la convergenza di fondi su macrointerventi, ma la PAC non deve trasformarsi in un abito troppo rigido che non lascia margini di adattamento. Seguiremo con attenzione i negoziati, insieme agli attori del comparto, per garantire all’agricoltura campana le migliori condizioni di crescita nel nuovo quadro europeo.”