Novembre potrebbe riservare una sorpresa poco piacevole a molti pensionati italiani. Il prossimo assegno INPS, in pagamento lunedì 2 novembre 2026, potrebbe infatti risultare più basso rispetto a quello di ottobre. Nessun taglio generalizzato delle pensioni, ma una serie di trattenute fiscali che, in alcuni casi, rischiano di incidere sensibilmente sulla somma effettivamente accreditata.
La prima novità riguarda il calendario. Il pagamento non arriverà il primo novembre, giorno di Ognissanti, che quest’anno cade di domenica. L’accredito scatterà quindi lunedì 2 novembre, sia per chi riceve la pensione sul conto corrente bancario sia per chi utilizza i servizi di Poste Italiane.
Ma è soprattutto l’importo a richiedere attenzione. Novembre rappresenta infatti un mese importante per il calendario delle trattenute fiscali applicate dall’INPS. A pesare sull’assegno potrebbero essere innanzitutto le addizionali regionali e comunali IRPEF. Si tratta delle imposte locali che vengono trattenute direttamente sulla pensione e che, per il saldo relativo al 2025, sono distribuite in undici rate, da gennaio a novembre. Nello stesso mese termina anche il pagamento dell’acconto dell’addizionale comunale relativo al 2026.
Non tutti i pensionati, però, subiranno le stesse trattenute. Gli importi dipendono dal reddito, dalle aliquote applicate nel Comune e nella Regione di residenza e dalle eventuali soglie di esenzione.
Un’altra voce da controllare riguarda il modello 730. Chi ha presentato la dichiarazione dei redditi indicando l’INPS come sostituto d’imposta potrebbe trovare nel cedolino il secondo o unico acconto IRPEF, quando dovuto, e l’eventuale acconto della cedolare secca.
A novembre si concludono inoltre le rateazioni dei debiti fiscali derivanti dal modello 730/2026. Una circostanza che potrebbe incidere soprattutto su chi ha trasmesso la dichiarazione più tardi, trovandosi a dover restituire le somme dovute in un numero inferiore di mensilità. Questo significa che due pensionati con assegni lordi simili potrebbero ricevere importi netti differenti. E che una pensione più bassa rispetto a ottobre non indica necessariamente una riduzione del trattamento previdenziale.
C’è però anche una buona notizia. Con novembre termina il calendario ordinario di diverse trattenute relative alle addizionali locali. Per questo motivo, a dicembre alcuni pensionati potrebbero ritrovarsi con un importo netto più elevato, al netto delle altre eventuali operazioni fiscali.
Come capire, allora, se la pensione sarà più bassa? La risposta è nel cedolino INPS, consultabile attraverso il portale dell’Istituto o l’app INPS Mobile. Accedendo con SPID, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi, è possibile selezionare la mensilità di novembre e verificare tutte le voci che compongono l’importo.
Particolare attenzione va riservata alle trattenute IRPEF, alle addizionali regionali e comunali e agli eventuali conguagli fiscali. Chi ha presentato il modello 730 può inoltre controllare le risultanze della dichiarazione attraverso il servizio di assistenza fiscale dell’INPS. Il consiglio, dunque, è semplice: prima di preoccuparsi per un accredito inferiore alle aspettative, è opportuno confrontare il cedolino di novembre con quello del mese precedente. Per molti pensionati la differenza potrebbe dipendere esclusivamente dalle ultime scadenze fiscali dell’anno.















