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Le immagini hanno fatto rapidamente il giro del web. Nel pomeriggio di ieri decine di cittadini sono stati immortalati all’interno di un’area da tempo interdetta a causa di un vistoso e pericoloso cedimento che ha aperto una voragine nei giardini di Asia e degli Amici del Mandorlo, a Torrione, sul lungomare di Salerno.

Pur di assistere allo spettacolo delle Frecce Tricolori, in una città che ha accolto circa centomila persone sul lungomare, con grossi problemi sulla viabilità, qualcuno ha ritenuto opportuno oltrepassare ogni elementare principio di prudenza, posizionandosi addirittura ai margini della zona interessata dal crollo.

Le fotografie hanno immediatamente acceso il dibattito. Da una parte c’è chi punta il dito contro l’amministrazione comunale e la polizia municipale, accusandole di non aver vigilato a sufficienza e di non aver impedito fisicamente l’accesso all’area. Dall’altra c’è chi ricorda una verità tanto semplice quanto spesso dimenticata: quella zona era interdetta. E un’area interdetta non dovrebbe essere utilizzata, indipendentemente dalla presenza o meno di un vigile urbano a presidiare ogni metro quadrato.

La questione, in realtà, va ben oltre il singolo episodio. Perché se il principio diventa quello secondo cui una regola vale soltanto quando c’è qualcuno a farla rispettare, allora si apre un problema culturale prima ancora che amministrativo. Significherebbe accettare l’idea che si possa entrare in un’area pericolante se nessuno ci ferma, così come si possa parcheggiare sul marciapiede se non c’è una pattuglia in vista, occupare spazi vietati, ignorare divieti e ordinanze semplicemente perché manca un controllo immediato.

È davvero questa la città che vogliamo?

Una comunità nella quale il rispetto delle regole è subordinato alla paura della sanzione e non al senso di responsabilità individuale?

Le istituzioni hanno certamente il dovere di garantire la sicurezza e di vigilare sul territorio, soprattutto durante eventi che richiamano migliaia di persone. E ieri i problemi che ci sono stati sul fronte della circolazione hanno dimostrato che eravamo davanti ad un evento davvero grande da gestire con 100.000 persone confluite nello stesso orario in un tratto della città.  Ma nessuna amministrazione, per quanto efficiente, può pensare di collocare un agente dietro ogni cittadino. La sicurezza urbana si fonda anche su un patto implicito tra amministratori e cittadini, fatto di buon senso, rispetto delle prescrizioni e consapevolezza dei rischi. Le immagini di ieri raccontano invece un’altra storia: quella di persone che, per conquistare una visuale migliore o vivere un’emozione più da vicino, hanno scelto di ignorare un divieto posto a tutela della loro stessa incolumità. E forse è proprio questo l’aspetto più preoccupante. Perché una voragine può essere transennata, delimitata e segnalata. Più difficile è colmare il vuoto di responsabilità civica che troppo spesso emerge quando le regole vengono percepite come un ostacolo aggirabile anziché come una garanzia per tutti.