Sono partite con un ritardo significativo rispetto all’orario fissato delle 7.30 le operazioni per rimuovere la sabbia dal cantiere del rifacimento e liberare così l’arenile di Cetara.
Una procedura complessa, scandita punto per punto dall’apposita relazione tecnica della Procura, che ha indicato all’impresa incaricata ogni fase: dall’inumidimento preventivo della sabbia per evitarne la dispersione, alla protezione dell’asfalto con un telo impermeabile.
Ieri la Procura ha detto sia al dissequestro.
Il materiale è stato prima risucchiato tramite un mezzo aspirante, poi rilasciato temporaneamente sulla sede stradale e infine caricato su un escavatore destinato al trasferimento in cava.
Il tutto è avvenuto sotto il costante monitoraggio della Capitaneria di Porto di Salerno.
Anche la scelta del sito di deposito – decisiva per l’esito dell’inchiesta, che dovrà stabilire se la sabbia utilizzata dall’impresa corrisponde a quella prevista dal capitolato – è stata definita dalla Procura: esclusa l’area inizialmente individuata nella piana del Sele, colpita di recente da fenomeni alluvionali, si è optato per un luogo alternativo.
Un’operazione condotta con molte cautele, mentre la cittadinanza spera di riavere la spiaggia libera prima dei festeggiamenti di San Pietro e Paolo, quando è prevista la tradizionale posa delle statue direttamente sull’arenile.
Intanto è già pronto un piano B nel caso i tempi dovessero allungarsi. A complicare la mattinata, l’arrivo quasi simultaneo dei mezzi impegnati nella rimozione e dei camion destinati all’allestimento delle luminarie.
Tutto sotto gli occhi di residenti di Cetara, curiosi e turisti, che tifano apertamente per una riapertura rapida dell’arenile.




















