Chi si aspettava uno splendore speciale in occasione dei vent’anni di Luci d’Artista è rimasto certamente deluso perché l’edizione 2025/ 2026 del principale evento turistico ospitato nella città di Salerno sarà ricordata come quella che non si è mai accesa del tutto. E non è solo un riferimento al fatto che l’istallazione hanno continuato a dare problemi, rendendo necessario continui e frequenti interventi da parte dei manutentori della SIM Luce, l’azienda che aveva vinto la gara d’appalto, strappandola alla decennale Iren, ma anche perché su più fronti, nonostante i numeri e i sold out decantati, le tasse di soggiorno da record, la sensazione sulla pelle è che la manifestazione abbia ormai raggiunto la sua maturità e come tutti i prodotti di mercato necessita di innovazioni per poter essere rilanciata. A luci spente e a mente fredda sarà necessario fare delle opportune valutazioni e considerazioni anche per un maggiore coordinamento di tutto quello che ruota attorno all’evento. Non è sfuggita, per esempio la confusione registrata sulla viabilità con la famosa delibera comunale approvata e cancellata sul passaggio dei pullman dalla zona centro alla zona orientale, solo per citare un esempio di come è mancata una cabina di regia in grado di dare un indirizzo unico. I fondi per la prossima edizione sono già pronti e quindi non resta che mettersi al lavoro da subito non appena la nuova amministrazione comunale sarà scelta per fare in modo che le Luci sappiano brillare anche di luce propria. Si spengano le luci, insomma ma non la città.
Luci d’Artista, inizia smontaggio: non si spenga la città
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