di Gigi Caliulo
Meno quattro. Se i numeri non mentono mai – sia in positivo che in negativo – il saldo punti delle prime due giornate di ritorno evidenzia in tutta la sua crudezza lo stato di salute di una Salernitana ormai lontana parente di quella che ha per larghi tratti dominato le scene nella prima parte della stagione.
Lo zero a zero maturato ieri all’Arechi al cospetto di un Cosenza organizzato, tignoso, aggressivo e pragmatico ha accontentato, probabilmente, soltanto Raffaele. Il tecnico granata, a fine gara, ha fornito alla stampa un’analisi che – in tutta sincerità – si fa fatica ad accettare e condividere. Perché se per l’allenatore ex Cerignola ieri è mancato solo il gol per coronare una buona prova per molti – moltissimi in verità – l’unico aspetto positivo registrato è stata la ritrovata imbattibilità (peraltro messa a dura prova dagli avanti silani tra gol annullati ed occasioni pericolosissime, soprattutto nella ripresa) che ha permesso di muovere di nuovo la classifica.
Dunque, con buona pace di Raffaele e delle sue legittime (ma quantomeno discutibili) convinzioni, chi ieri sera ha assistito al match ha avuto netta la sensazione di una squadra priva di idee ed identità, cambiata nella forma e nella sostanza per l’ennesima volta dal suo tecnico. Se ieri un “marziano” fosse stato paracadutato all’Arechi avrebbe faticato a credere che la squadra “inseguente” fosse il Cosenza.
Dunque, tornando ai numeri, la Salernitana si sta nettamente allontanando dalla marcia del girone d’andata: e le parole del dopo gara sul mercato, sulle richieste, sulla necessità di completare una squadra che comunque non ha valori discutibili, sembrano più un alibi – l’ennesimo – che una reale necessità. Anche perché fino ad oggi le operazioni in entrata sembrano aver indebolito anziché migliorato la rosa granata.
Raffaele si aspetta ancora qualcosa di importante: chiede rinforzi in attacco ma dichiara – al tempo stesso – di attendere il ritorno di Inglese. La sensazione che il tecnico abbia smarrito le poche certezze che avevano contraddistinto il suo percorso in granata è sempre più forte. La società, dal canto proprio, continua a nicchiare, a rinnovare una fiducia legittima ma difficile da avallare, soprattutto alla luce dell’atteggiamento remissivo della squadra negli ultimi minuti.
Domenica, a Caravaggio, toccherà ancora a Raffaele quindi? Sembra proprio di sì: a metà tra la speranza di un ritorno al successo e di una scossa e la rassegnazione ormai dilagante (ieri minimo stagionale allo stadio Arechi) il popolo osserva le evoluzioni future ed attende un segnale che rianimi l’encefalogramma granata.




















