“Oggi vogliamo raccontarvi un disastro”. Con queste parole il consigliere comunale Franco Massimo Lanocita ha aperto l’incontro con la stampa svoltosi questa mattina presso i gruppi consiliari al terzo piano di Palazzo di Città, promosso dalle opposizioni per fare il punto sul progetto Porta Ovest, una delle opere infrastrutturali più rilevanti e controverse degli ultimi anni a Salerno. Insieme a Giso Amendola, Rino Avella e Claudio Russolillo, Lanocita ha ricostruito la lunga vicenda amministrativa e progettuale dell’intervento nato nel 2007 con il concorso internazionale di idee “Salerno Porta Ovest”, bandito dal Comune con l’obiettivo di migliorare la viabilità portuale e il collegamento con il viadotto Gatto. Secondo i consiglieri di opposizione, il progetto vincitore non è mai stato realizzato nella sua formulazione originaria.
Finanziamento
L’intervento sarebbe stato progressivamente ridotto alla sola infrastruttura viaria, assorbendo l’intero finanziamento disponibile e perdendo quella visione complessiva che caratterizzava il disegno iniziale. Le successive modifiche progettuali avrebbero determinato un progressivo allontanamento dagli obiettivi originari, compromettendo l’unitarietà funzionale dell’opera. Al centro dell’incontro il sistema delle cosiddette “rotatorie volanti”, destinato a collegare le due gallerie con la rete autostradale. Proprio su questa soluzione tecnica si sono concentrate molte delle osservazioni avanzate dai consiglieri, che hanno evidenziato dubbi e criticità riguardanti sia l’impostazione progettuale sia il percorso autorizzativo seguito negli anni.
Un passaggio significativo riguarda la scelta, avvenuta nel 2012, di dividere l’opera in due stralci distinti: da una parte la realizzazione delle gallerie e dell’infrastruttura stradale, dall’altra gli svincoli, i raccordi e le rotatorie del nodo Cernicchiara. Una frammentazione che, secondo le opposizioni, avrebbe generato una situazione paradossale, con gallerie completate ma prive dei necessari collegamenti per garantire la piena funzionalità dell’opera. A sostegno di questa tesi è stata richiamata anche una nota dell’Anac del 2022 nella quale si evidenziava la necessità di completare tempestivamente le opere complementari per evitare il rischio che i tunnel risultassero inutilizzabili. Sotto accusa anche l’esplosione dei costi e dei tempi di realizzazione. Il progetto originario prevedeva un investimento di circa 116 milioni di euro e una durata inferiore ai due anni. Oggi il costo complessivo si avvicina ai 200 milioni di euro, mentre i tempi di realizzazione superano i tredici anni.
Pareri autorizzativi
Nel 2023 è stato inoltre sottoscritto un nuovo contratto per il completamento degli svincoli e dei raccordi, finanziato con circa 43 milioni di euro e con un importo dei lavori pari a circa 29,6 milioni di euro oltre Iva. Durante l’incontro è stata affrontata anche la questione dei pareri autorizzativi. I consiglieri hanno contestato la scelta dell’amministrazione di ritenere acquisiti attraverso il meccanismo del silenzio-assenso i pareri di enti che, pur invitati alla conferenza dei servizi del 15 aprile 2025, non hanno preso parte ai lavori. Tra questi figurano la Soprintendenza, l’Anas e l’Autorità di Sistema Portuale. Secondo gli esponenti dell’opposizione, considerata la rilevanza degli enti coinvolti, tale procedura meriterebbe ulteriori approfondimenti. Richiamate anche le vicende che hanno interessato il Consiglio comunale nel corso del 2025, quando la delibera relativa all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio è stata ritirata in due occasioni.
Riserve
Alla base della decisione, secondo quanto riferito nel corso dell’incontro, vi sarebbero state le riserve espresse dal dirigente della Mobilità sulla legittimità del progetto e sulla procedura adottata, oltre a ulteriori criticità di natura tecnica e gestionale. Al dibattito hanno partecipato anche l’ingegnere Alberto Di Lorenzo, che ha offerto un contributo tecnico sull’evoluzione progettuale dell’opera, e Alessandro Turchi, presidente di Salerno Migliore, intervenuto sulle ricadute dell’intervento per la città e sul futuro della mobilità urbana. In conclusione, i consiglieri hanno riassunto le principali criticità del progetto in tre punti fondamentali: la mancanza di unitarietà funzionale dell’opera, l’assenza di chiarezza sulle competenze e le lacune nell’iter autorizzativo. Per le opposizioni, prima di procedere ulteriormente, sarebbe necessario chiarire il quadro delle responsabilità, verificare l’efficacia delle soluzioni viabilistiche previste, completare gli adempimenti ambientali e paesaggistici e acquisire tutti i pareri necessari per garantire la piena legittimità e funzionalità dell’intervento.


















