Tempo di lettura: 4 minuti

Salerno – 17 persone arrestate (9 in carcere, 8 ai domiciliari), altre due sottoposte agli obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria: è l’esito della operazione transnazionale della Procura di Nocera Inferiore necessaria “per sgominare una banda armata paramilitare dedita alle rapine ai portavalori ed in procinto di effettuare il ‘colpo della vita’ nel distretto di Coblenza in Germania (lander della Ranania–Palatinato)” dice Antonio Centore, Procuratore della Repubblica a Nocera. La banda aveva il suo nucleo a Cerignola (Foggia) ma aveva esteso le sue cellule anche in Campania attraverso il coinvolgimento di salernitani e napoletani “probabilmente affiliatisi in carcere”, dice Alfredo Fabbrocini dello SCO. I fermi sono avvenuti  questa mattina nelle province di Salerno, Foggia, Napoli e Verona nonché in Germania. la Polizia di Stato, con il supporto delle Autorità di polizia tedesche, ha eseguito l’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore per associazione per delinquere transnazionale dedita, prevalentemente, alle rapine a furgoni portavalori e in danno di istituti di credito, commesse con l’uso di armi, anche da guerra.

Le indagini – svolte dal Servizio Centrale Operativo e dalle Squadre Mobili di Salerno e Foggia – sono state avviate a seguito della rapina ad un furgone portavalori della Cosmopol commessa a Fisciano nel febbraio scorso. Le conseguenti attività, supportate da complesse intercettazioni telefoniche ed ambientali della Squadra Mobile della Questura di Salerno hanno consentito di ricostruire la struttura organizzativa e le dinamiche criminali della consorteria malavitosa, identificandone i singoli componenti e disvelando l’organizzazione di un imminente assalto armato da compiersi in Germania, scongiurato anche grazie alla collaborazione della polizia tedesca, attivata su input degli investigatori italiani.

“Gli assalti sono avvenuti a Fisciano, a Solofra, alla biglietteria degli scavi di Pompei” dicono il Procuratore Centore ed il Pm Nuzzo, che aggiungono: “Ascriviamo alla banda una tentata rapina ad Acerra, ancora ad un furgone della Cosmopol e quella, da noi sventata, a Benevento”. Centore racconta: “In quell’occasione siamo intervenuti arrestando il capo della banda mentre stava per realizzare il colpo: in macchina gli abbiamo trovato passamontagna, guanti e le munizioni del kalashnikov”. Il primo dirigente della Polizia di Stato Alfredo Fabbrocini spiega che “negli ultimi sei anni non c’è stato assalto a portavalori in Italia che non abbia visto il coinvolgimento di criminali foggiani”. Gli investigatori sono netti, però, nell’escludere il coinvolgimento della camorra: “Si tratta di bande autonome – dice Centore – anche se non è escluso che il ferimento al braccio di uno di uno dei componenti sia avvenuto a seguito della richiesta della criminalità organizzata campana del ‘pizzo’ sui bottini qui conquistati”. Ultimo particolare sul colpo pianificato in Germania: “Sarebbe stata un’azione di guerra – dice Nuzzo -. Abbiamo visto le foto del mezzo blindato che avrebbe dovuto subire l’assalto: un autentico carro armato. La banda era pronta per uccidere”. Nelle intercettazioni, i criminali pianificavano un’azione “manco se fossimo l’Isis…”.

E’ risultato fondamentale l’efficace scambio informativo tra le Autorità giudiziarie di Italia e Germania, assicurato dal costante coordinamento di Eurojust, che, in particolare, attraverso i magistrati dei desk italiano e tedesco ha garantito il necessario raccordo per valorizzare gli sviluppi investigativi italiani e, al contempo, per garantire le esigenze di ordine pubblico anche sul territorio tedesco.

Il solido impianto investigativo costruito dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore – che da subito ha diretto le attività d’indagine garantendo non solo il coordinamento necessario in un’attività tanto complessa da abbracciare il territorio nazionale ed estero ma anche la giusta tempestività nelle attività tecniche di intercettazione che un reato predatorio di tal fatta richiede – è stato accolto pienamente dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale. L’ordinanza eseguita questa mattina – che accoglie le richieste della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore – ha documentato la responsabilità degli indagati in ordine a cinque rapine (una delle quali tentata) commesse anche con l’utilizzo di armi da guerra (Kalashnikov) tra Campania e Puglia. Uno degli arrestati aveva appena finito di scontare la pena inflitta per un colpo a Biella da 25 milioni (“mai ritrovati”, dice Centore).