Tempo di lettura: 3 minuti

C’è qualcosa di magico nel pareggio che ieri sera ha suggellato la meritata qualificazione della Salernitana al secondo turno nazionale dei playoff per la promozione in cadetteria. Al netto del valore “simbolico” del risultato positivo che – di fatto – ha sacramentato i meriti della squadra granata nel doppio confronto con la Casertana, al triplice fischio dell’Arechi squadra, tecnico e tifoseria (quasi 20mila paganti per un turno infrasettimanale di terza serie, roba da fantascienza) si sono stretti in un unico abbraccio fatto di passione e convinzione nei propri mezzi.
E se c’è un merito da attribuire a Serse Cosmi questo va ricercato nella capacità dell’allenatore umbro di restituire entusiasmo e “vicinanza” ad una piazza che aveva perso completamente ogni interesse e qualsiasi stimolo.
Ed è sempre grazie al certosino lavoro di Cosmi se quella attuale è un’altra Salernitana, non soltanto nei numeri. È una squadra che ha ritrovato fiducia ed autostima, che propone calcio vero e non spunti sporadici, che sa soffrire e colpire al momento opportuno.
Onore agli sconfitti – sicuramente l’avversario più forte che i granata avrebbero potuto incontrare – ma a passare il turno è stata la squadra che ha meritato di più: lo ha sottolineato Cosmi che, subito dopo, ha tolto i veli alle sue ambizioni e alla fiducia che ripone nel sul gruppo. Nessuna paura contro qualsiasi avversario. E l’urna si è rivelata “benevola” e al tempo stesso “dispettosa” nel proporre il confronto al quale un po’ tutti speravano di assistere. Sarà Salernitana-Ravenna, unico quarto tra squadre provenienti entrambe dal turno precedente. I granata potranno sfruttare il vantaggio di non doversi sobbarcare subito una trasferta e di poter preparare “in casa” sia la gara d’andata che il ritorno fino al martedì. E tra tutte le potenziali avversarie forse il Ravenna appare quella meno insidiosa (anche se una vale l’altra, come ha chiarito il tecnico granata) per quanto il diavolo ci abbia messo un po’ la coda nel mettere sulla strada dei granata Andrea Mandorlini, il tecnico che ai tempi del Verona fu protagonista di atteggiamenti non proprio “ortodossi” nella finale contro i granata. E quello “schiaffo” il popolo salernitano non lo ha dimenticato nonostante sia passata tanta acqua sotto ai ponti.
Il cammino è appena iniziato: ora la doppia sfida dei quarti con la speranza di proseguire nel tabellone che – in caso di qualificazione – vedrebbe i granata opposti ad una tra Brescia e Casarano. Ma questa sarà un’altra storia. Si spera.