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Dopo i carotaggi eseguiti la scorsa settimana dal Comune di Salerno per verificare la qualità della sabbia tra Universo Beach e il nuovo tratto di ripascimento, questa mattina sono stati i tecnici di Arpac e Asl a effettuare una serie di analisi sullo stesso litorale.

Un passaggio decisivo per valutare la compatibilità igienico‑sanitaria dell’arenile, mentre sullo sfondo si irrigidisce il confronto tra amministrazione e impresa.

Le squadre di Arpac e Asl hanno prelevato campioni in diversi punti della spiaggia, replicando la metodologia già adottata dal Comune. Le analisi riguardano parametri fisici e microbiologici: l’obiettivo è confermare che il materiale non presenti criticità tali da compromettere la sicurezza dei bagnanti o la futura fruibilità dell’area. I risultati, attesi nei prossimi giorni, serviranno a stabilire se non ci siano pericoli igienico‑sanitari e se la sabbia rispetti gli standard previsti dalle norme ambientali.

Ma il fronte tecnico non è l’unico aperto. In questo momento è in corso un braccio di ferro tra il Consorzio Infratech, che ha realizzato i lavori, e il Comune di Salerno, che ha sospeso il cantiere a pochi giorni dallo stato di avanzamento. L’impresa contesta la decisione dell’amministrazione e rivendica la correttezza del materiale utilizzato, mentre Palazzo di Città attende gli esiti delle verifiche per decidere i prossimi passi.

Un elemento, però, appare sempre più chiaro: il Comune di Salerno è determinato ad andare avanti sulla sua strada, che a questo punto sembra orientarsi verso la rescissione contrattuale con l’impresa. Una scelta pesante, che potrebbe aprire un fronte amministrativo e legale non indifferente, ma che l’amministrazione considera necessaria se le analisi dovessero confermare le criticità già rilevate dal direttore dei lavori.

A complicare ulteriormente la situazione c’è un problema pratico ma non marginale: non si riesce a interdire l’area di cantiere. La recinzione è stata divelta e la spiaggia continua a essere frequentata da residenti e turisti, che ogni giorno attraversano la zona interdetta per raggiungere il tratto libero tra Pastena e Torrione. Una condizione che rende più difficile garantire sicurezza, controlli e rispetto delle prescrizioni, e che è stata segnalata anche dall’impresa alle forze dell’ordine.