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Partiamo da un presupposto: nell’economia di una stagione che vede il Benevento tra le favorite, in fondo un pareggio a Picerno (LEGGI QUI) in un campo non semplice poteva anche starci. I lucani stanno diventando una sorta di bestia nera per la Strega che negli ultimi precedenti ha sempre fatto una maledetta fatica contro il club del patron Curcio. Dopo la gara mister Auteri ha ribadito l’ottima prestazione generale dei suoi al netto di sette minuti di black-out, del tutto inspiegabili considerando il peso specifico in termini di esperienza di chi era in campo in quel momento. Avanti 2-0 a trenta minuti dal termine e con la gara a dir poco in discesa, i giallorossi sono stati capaci di rivitalizzare un Picerno sull’orlo del baratro commettendo disastri da matita rossa che non possono che indurre qualche riflessione.

Auteri ha ragione: “Siamo in C, qualche errore bisogna accettarlo” (LEGGI QUI). Tutto vero e condivisibile, ma il tenue campanello di allarme arrivato da Picerno descrive una squadra che ad un certo punto in campo inizia un po’ ad autocompiacersi non calandosi per tutti i novanta minuti nella realtà “lacrime e sangue” della serie C. Il clamoroso scivolone della Salernitana in casa (ko 3-2 dopo essere stata avanti 2-0) ha dimostrato che in questo torneo nulla è scontato. Nemmeno portare a casa i tre punti da Picerno quando giochi sul velluto, ma quello che fa rabbia e la scarsa capacità della squadra di reagire al primo clamoroso errore con Granata lasciato tutto solo in area piccola su un corner, quindi nessuna palla inattesa. Quel cazzotto in pieno volto avrebbe dovuto svegliare la Strega dal torpore nel quale era entrata da qualche minuto, ma nulla di tutto questo. Anzi, sette giri di lancette più tardi Energe ha sfondato per vie centrali la difesa delle Strega come una lama calda nel burro quasi sorpreso dall’irrisoria facilità nell’arrivare dalle parti di Vannucchi.

Se l’avversario è bravo a metterti in difficoltà chapeau come dicono i francesi, ma se è il Benevento a spalancare la porta due volte in così poco tempo e avanti 2-0 il discorso cambia. Il calcio, dalla Champions League alla Terza categoria è fatto di dettagli. Di attenzione continua. Se questa viene meno anche solo per sette minuti il rischio, come successo a Picerno, è quello di vanificare quasi del tutto quanto di buono fatto prima, un lusso che sui polverosi campi della C nessuno può permettersi. Il campionato è talmente lungo che sarebbe stucchevole lanciare un vero grido d’allarme. Ma quanto successo a Picerno deve fungere da monito: nella terza serie conta maledettamente stare sempre sul pezzo perché l’agonismo fa pendere l’ago della bilancia. I tornei, come sempre, si decideranno in Primavera e per quel periodo il Benevento dovrà essere bravo ad arrivarci, magari, con un tesoretto da gestire quando le squadre inizieranno a chiudersi andando alla disperata ricerca di punti per i loro obiettivi. Domenica arriva il Trapani al “Ciro Vigorito”, un test importante per capire la capacità di reazione del gruppo ad una serata storta.