di Gigi Caliulo
Una sconfitta, per quanto clamorosa nelle caratteristiche, resta tale. La Salernitana ieri ha conosciuto l’amaro sapore del tonfo casalingo a spese di un Cerignola forse premiato oltre i propri meriti ma comunque organizzato e combattivo.
Il primo stop stagionale in campionato, dopo una serie di cinque vittorie consecutive, lascia l’amaro in bocca per come è maturato. Ad un quarto d’ora dalla fine del match i granata erano avanti 2-0 e – soprattutto – avevano sfoderato la migliore prestazione stagionale. Al di là delle due reti segnate, infatti, la squadra di Raffaele aveva costruito, divertito e segnato altre due reti annullate (con più di una perplessità) dal signor Jules Roland Andeng Tona Mbei della sezione di Cuneo, arbitro al quale la partita è completamente sfuggita di mano dopo pochi minuti. Una direzione di gara che ha scontentato tutti e che ha flagellato oltre i propri demeriti i granata.
Va detto, da subito, che squadra e società nel dopo partita hanno respinto al mittente ogni tentativo di spostare sulla pessima direzione arbitrale l’attenzione mediatica. Ma gli strascichi della serata nera nella quale è incappato il fischietto piemontese si faranno inevitabilmente sentire. Anzitutto sul piano disciplinare – ché all’espulsione per doppia ammonizione di Capomaggio per un fallo di mani purtroppo impossibile da verificare con gli strumenti tecnologici a disposizione in terza serie (e qui andrebbe aperta un’altra parentesi) si aggiunge quella arrivata, pare, negli spogliatoi per Inglese – e poi, guardando in modo totalmente disincantato alla sfida di ieri sera, per ciò che è stato clamorosamente combinato nel corso degli oltre cento minuti di gara. Due gol annullati, come detto: sul primo l’ombra di un netto fallo di mani che – probabilmente – avrebbe regalato un penalty ai granata mentre il secondo meriterebbe un approfondimento più ampio sul ruolo che il cosiddetto “check” del quinto ufficiale dovrebbe avere, tenendo conto del giudizio “di campo” di chi stabilisce l’intensità di un contatto.
Quindi lo “show” in occasione dell’inesistente rigore concesso al Cerignola. Una topica clamorosa, con Quirini che neppure sfiora ed anzi fa di tutto per evitare l’incrocio con l’avversario, acuita da un’assurda revisione durata oltre tre minuti alla ricerca spasmodica di un appiglio per confermare una decisione nosense.
Ma la Salernitana ha perso per demerito e per una gestione sbagliata dell’ultimo quarto di gara, anzitutto dei cambi da parte del tecnico (che ha sostituito due centrocampisti su tre lasciando in campo l’unico ammonito) e soprattutto del “messaggio” tattico lanciato al gruppo. Venti minuti, oltre al chilometrico recupero finale, che hanno condannato la Salernitana alla prima sconfitta stagionale, certificata da un clamoroso errore difensivo sul 2-3 che ha deciso il match.
La sconfitta, di per sé, lascia grande amarezza soprattutto per i risultati delle inseguitrici: i pareggi di Benevento e Catania da un lato “limitano” i danni, con il vantaggio che ora è rispettivamente di 2 e 4 punti su Streghe ed Etnei, e dall’altro aumentano il rimpianto. Una vittoria ieri avrebbe permesso alla Salernitana di allungare ulteriormente in classifica dopo appena sei turni di campionato.
La squadra di Raffaele resta in vetta solitaria e questo aspetto è forse l’unica cosa buona che rimane al termine di una giornata nefasta. Un segnale che non va ignorato: nel giorno peggiore la Salernitana conserva comunque la vetta e limita i danni, segnale benevolo e di credito della dea bendata nei confronti del gruppo.
Bisogna subito voltare pagina ed espellere subito le tossine della gara dell’Arechi in vista di un’altra sfida delicatissima. Domenica la Salernitana sarà di scena al Capozza di Casarano ed affronterà la vera sorpresa del campionato. I neopromossi pugliesi anche ieri hanno confermato l’ottimo momento di forma ed entusiasmo pareggiando al fotofinish una gara che al 94esimo li vedeva sotto di due reti. Situazioni diametralmente opposte che solo il campo potrà analizzare e sviluppare.
A Casarano la Salernitana (orfana di Capomaggio, Inglese, Cabianca e Liguori) dovrà subito lanciare un nuovo messaggio alle inseguitrici. Il cammino è lungo ma le sfide facili non appartengono alla storia ultracentenaria del club.
Fonte foto Us Salernitana 1919




















