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Un’interrogazione parlamentare accende il dibattito politico in Campania. Il senatore Rastrelli ha infatti presentato al Senato un atto di sindacato ispettivo indirizzato al Ministro della Difesa per chiedere verifiche sull’utilizzo del porto militare di Nisida, area interdetta all’approdo privato. Nel documento si fa riferimento a presunti ormeggi abusivi avvenuti negli anni scorsi e, in particolare, si cita anche il comportamento del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, che – secondo la segnalazione – avrebbe ormeggiato senza titolo la propria imbarcazione presso la struttura militare.

“Al Ministro della difesa. Premesso che: a Nisida, in provincia di Napoli, è stato attivo il comando marittimo NATO per più di quarant’anni, dal 1972 fino a marzo 2013, data della sua disattivazione; dal 1° novembre 2013, vi è stato trasferito da Roma il comando logistico della Marina militare, ed il porto è divenuto funzionale alle esigenze del comprensorio logistico militare; in un’area adiacente anche l’Aeronautica militare svolge attività di servizio ed addestramento, come accaduto per gli aspiranti del corso “Centauro”; l’intera zona di interesse militare non risulta, quindi, in alcun modo fruibile per l’approdo pubblico e vi è interdetta ogni forma di ormeggio privato; nel corso degli anni, le autorità di controllo (in particolar modo, Capitaneria di porto, Guardia di finanza e Stazione navale di Napoli) hanno effettuato in questa zona numerosi interventi contro il fenomeno degli ormeggi abusivi, che hanno portato al sequestro di diverse aree e all’identificazione di centinaia di imbarcazioni illegali, con operazioni mirate a ripristinare la legalità ed a contrastare la grave e reiterata occupazione abusiva di spazi demaniali; sulla base di quanto risulta all’interrogante, anche il candidato alla presidenza della Regione Campania della coalizione di centro-sinistra, nel recente passato, avrebbe spesso ormeggiato, abusivamente, e sine titulo, presso il porto militare di Nisida una propria imbarcazione, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa, ovvero se intenda accertarli o se risultino provati, e, in tal caso, se siano state intraprese attività sanzionatorie di competenza nei confronti dei contravventori”.