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Un gesto apparentemente semplice che, in realtà, è determinante per la salute e la funzionalità della barriera cutanea. Dopo un’intera giornata di esposizione a smog, stress ossidativo e agenti inquinanti, la pelle necessita di una detersione profonda e scientificamente corretta. Ecco alcuni degli errori da non commettere.

Perché è importante struccarsi?

Dal punto di vista dermatologico, la rimozione del make-up è atta alla manutenzione fisiologica della pelle. Durante la giornata, la superficie cutanea accumula particelle di polveri sottili, sebo ossidato e residui cosmetici che, se non rimossi, interferiscono con la respirazione epidermica e con i naturali processi di rinnovamento cellulare.

Il trucco ostruisce i follicoli pilo-sebacei, favorendo la comparsa di comedoni e microinfiammazioni, mentre la mancata detersione altera il microbiota cutaneo, indebolendo la barriera idrolipidica. Una pelle non adeguatamente detersa mostra una ridotta capacità di trattenere l’acqua (TEWL elevata), opacità e un incremento dello stress ossidativo indotto da radicali liberi.

Si suggerisce di adottare un protocollo di struccaggio che rispetti il pH fisiologico (circa 5.5) e che si avvalga di formulazioni dermocompatibili, prive di tensioattivi aggressivi. A questo proposito, per avere una pelle sana è importante avvalersi di cosmetici naturali: consulta www.mosquetas.com per avere ogni tipo di informazione sui prodotti a base di estratti vegetali e oli biologici. Questi garantiscono un’azione detergente efficace e delicata, preservando l’integrità del film idrolipidico per favorire, oltremodo, la rigenerazione notturna.

Come ci si strucca: gli errori che in pochi conoscono

Un corretto passaggio è un insieme di movimenti, scelta dei prodotti adeguati e rispetto della fisiologia cutanea. Gli errori più comuni derivano da una scarsa conoscenza dei meccanismi epidermici e dall’uso improprio di detergenti e strumenti.

Utilizzare prodotti non idonei al proprio tipo di pelle

Ogni pelle possiede una specifica composizione lipidica e un diverso equilibrio tra sebo e acqua. L’utilizzo di struccanti non adatti compromette la funzione barriera e altera il mantello acido naturale. Si dovrebbe analizzare la tipologia cutanea (normale, secca, grassa, mista, sensibile) e scegliere prodotti con un profilo lipidico compatibile. Le formulazioni micellari o a base di oli vegetali leggeri (jojoba, mandorla, rosa mosqueta) offrono un ottimo equilibrio funzionale.

Strofinare eccessivamente la pelle

L’attrito meccanico, in particolar modo nella zona perioculare, danneggia la struttura del collagene e può provocare microlesioni superficiali. Il movimento corretto deve essere delicato e direzionale, dal centro verso l’esterno del viso, utilizzando dischetti morbidi o panni in microfibra. È consigliabile lasciare agire lo struccante per qualche secondo, permettendo agli emulsionanti di sciogliere il make-up senza eccessiva frizione.

Non effettuare la doppia detersione

La cosiddetta double cleansing, originaria della dermatocosmetologia asiatica, prevede due fasi:

  • una detersione lipidica, con oli o balsami struccanti che sciolgono il trucco e le impurità liposolubili;
  • una detersione acquosa, con mousse o gel detergenti delicati che eliminano i residui idrosolubili.

Questo approccio rispetta la fisiologia cutanea e garantisce un viso realmente pulito, pronto ad assorbire i principi attivi dei trattamenti successivi.

Dimenticare di detergere collo e décolleté

Spesso trascurate, queste aree subiscono gli stessi processi di ossidazione del viso e devono essere incluse nella routine. La loro cute è sottile e povera di ghiandole sebacee, quindi più soggetta a disidratazione e perdita di elasticità.

Non risciacquare adeguatamente il detergente

Lasciare residui di detergente sulla pelle può alterarne il pH e causare irritazioni. Anche i prodotti definiti “senza risciacquo”, come alcune acque micellari, dovrebbero essere rimossi con acqua o tonico per evitare l’accumulo di tensioattivi.