Tempo di lettura: 3 minuti

Sarà firmata da Mimmo Paladino l’installazione luminosa che caratterizzerà il centro storico di Perugia durante le festività natalizie. Le luminarie, ispirate all’opera ‘Concerto in piazza‘, il telo monumentale di 600 metri quadri che da questa estate ricopre i ponteggi di Palazzo Baldeschi, trasformeranno Corso Vannucci in un percorso d’arte e di luce dal 30 novembre al 18 gennaio prossimi.

L’iniziativa nasce da un accordo di collaborazione tra il Comune di Perugia e i Musei Nazionali dell’Umbria, e si inserisce nel programma di valorizzazione culturale legato alla grande mostra ‘Paladino. Antologica‘, inaugurata lo scorso 8 novembre e ospitata fino al prossimo 18 gennaio in tre sedi prestigiose: la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, la Rocca Albornoz di Spoleto e il Palazzo Ducale di Gubbio. L’intervento, dal valore complessivo di 175mila euro, finanziato in parte dallo Stato e in parte dal Comune, ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale contemporaneo, riqualificare il tessuto urbano del centro storico e promuovere l’immagine di Perugia a fini culturali e turistici. Paladino Antologica

Le luminarie, concepite come estensione poetica della mostra, intendono regalare ai cittadini e ai visitatori una nuova esperienza visiva e simbolica, capace di trasmettere, come spiega il progetto, “l’attitudine festosa e al contempo fiera che caratterizza la comunità umbra attraverso lo sguardo di uno degli artisti italiani più apprezzati al mondo”. La mostra ‘Paladino. Antologica’, curata da Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali di Perugia, e dalla storica dell’arte Aurora Roscini Vitali insieme allo stesso artista, racconta cinquant’anni di ricerca e poesia visiva del maestro sannita con oltre sessanta opere, provenienti da collezioni italiane e internazionali. Alla Galleria Nazionale dell’Umbria il percorso esplora le origini della ricerca di Paladino, dagli anni Settanta agli Ottanta, con lavori che segnano il passaggio dalla concettualità alla pittura materica. 

Tra le opere esposte spiccano ‘Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro’ (1977) e la riedizione dell’opera murale ‘Il Brasile, si sa, è un pianeta dipinto sul muro’, ricreata per l’occasione dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Alla Rocca Albornoz di Spoleto, il linguaggio cambia: protagonista è la scultura. Nel Salone d’Onore è esposta l’imponente installazione ‘Senza titolo’ (2006), nata dal riuso poetico dei frammenti bruciati durante le riprese del film Quijote. Nella Sala Antonini, i celebri ‘I Dormienti’ ricreano un ambiente sospeso tra materia, luce e suono, sotteso dalle musiche di Brian Eno. Il viaggio prosegue al Palazzo Ducale di Gubbio, dove l’esposizione si concentra sugli ultimi due decenni di attività del maestro con opere come ‘1799’ (2009), ’33 canti’ (2016) e nuovi lavori realizzati nel 2025. Qui Paladino continua ad esplorare i confini tra figura e segno, luce e materia, dando vita a un alfabeto visivo tanto enigmatico quanto universale.