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Una fotografia può valere più di uno spot. È quella, che ritrae Clemente Mastella insieme a Mauro Scarpitti e Sabino De Micco, e che alimenta interrogativi pesanti sull’origine dei voti che, da Napoli, potrebbero risultare decisivi per far scattare il seggio e garantire il quorum alla lista Noi di Centro.

L’immagine, pubblicata sui profili social dello stesso De Micco, come riportato da Neapolitan.it, mostra il Sindaco di Benevento accanto al candidato Scarpitti già al centro delle polemiche per la scelta di presentarsi con il soprannome “CAF, poi rapidamente rimosso dai fac-simile elettorali dopo le prime critiche.

Un dettaglio che non è bastato a placare le perplessità. Perché Sabino De Micco, consigliere della VI Municipalità di Napoli, non è un nome qualsiasi: arrestato nel 2024 con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso e poi tornato in carica, è indicato dagli inquirenti come il “materiale finanziatore” della candidatura della sorella Giusy De Micco alle amministrative di Cercola del 2023 dove compariva lo stesso alias, “CAF”.

De Micco è inoltre titolare della SDM Group, una rete di oltre trenta CAF e patronati diffusi tra Napoli e il Nord Italia, con ramificazioni fino all’estero. Un sistema che, secondo diverse inchieste giornalistiche, nel tempo si sarebbe trasformato in una macchina di consenso capace di intercettare migliaia di voti nei quartieri popolari, attraverso reti di assistenza e servizi al cittadino.

Ed è proprio questo il punto che oggi agita i corridoi della politica campana: da dove arriveranno i voti napoletani che serviranno a Mastella per superare la soglia di sbarramento del 2,5%?

La foto con Scarpitti e De Micco, riaccenderebbe il sospetto di un’alleanza tacita, di un filo diretto tra il leader di Noi di Centro e chi, nel capoluogo partenopeo, controlla porzioni significative di consenso.

Per ora nessuna dichiarazione ufficiale è arrivata da Mastella. Ma quella foto semplice, inequivocabile, resta lì a metà tra una stretta di mano e un messaggio politico. E lascia aperta la domanda che nessuno, per ora, sembra voler affrontare: chi porta davvero i voti a Napoli per il partito del sindaco di Benevento?