di Gigi Caliulo
Nessun alibi, nessuna scusa. La Salernitana vista all’opera ieri sera contro il Crotone è stata la lontanissima parente della squadra arrembante ed incosciente della prima parte della stagione. I granata sono usciti imbattuti dall’Arechi facendo registrare il secondo match consecutivo senza subire reti ma al termine della “maratona” calcistica contro i Pitagorici le “vibes” sono sostanzialmente negative non tanto sul piano dei numeri quanto sulla qualità del gioco prodotto e delle occasioni create.
Tra Latina e Crotone la Salernitana ha compiuto un evidentissimo passo indietro sul piano della qualità e e della produzione di palle gol.
E questa volta – più che in altre circostanze – la sensazione è che il tecnico non sia riuscito a trovare il grimaldello giusto per scardinare un lucchetto che ha di fatto bloccato i granata in campo.
Ma cosa, nella realtà, ha paralizzato la squadra, apparsa lontana parente del gruppo spavaldo e combattivo delle prime giornate? Sicuramente alla base c’è la difficoltà dello stesso tecnico di trovare un assetto-base che sia definitivo, dal quale partire con convinzione e consapevolezza contro qualsiasi avversario. Raffaele non è ancora sicuro di quale sia l’abito che la sua squadra indossa meglio. Anche ieri sera, con la scelta di puntare sulle due punte “pesanti” lasciando in panchina Ferraris, il tecnico granata ha mandato in campo una “nuova” Salernitana rispolverando Knezovic ed affidando a Capomaggio, Tascone e Quirini le chiavi del centrocampo.
Gli episodi, poi, hanno giocato sfavorevolmente: lo spavento per il brutto incidente di gioco occorso a Villa e il successivo infortunio di Cabianca, che dovrà nuovamente stare lontano dal campo per qualche settimana, hanno chiaramente alterato lo spartito tattico, orbando la Salernitana di quei rifornimenti dalle fasce fondamentali quando punti su attaccanti fisici e di presenza in area. Non è un caso che gli unici, veri pericoli portati dalle parti del portiere del Crotone siano arrivati nel finale, con l’ingresso di Ferraris finalmente di nuovo nel suo ruolo naturale di attaccante di supporto alla prima punta.
Uno, forse due passi indietro. La Salernitana per la prima volta si trova ad inseguire in classifica, superata dal Catania ed agganciata dal Benevento. Ma il vero campanello d’allarme suona sul piano del gioco. Tra Latina e Crotone l’involuzione è stata preoccupante e se da un lato la squadra si è scoperta difensivamente quasi perfetta dall’altro ha smarrito clamorosamente la via della pericolosità e della pressione offensiva.
Dov’è la verità quindi? Questa squadra fino ad ora ha davvero ottenuto il massimo o avrebbe potuto fare di più? Raffaele, non immune da responsabilità, ha le idee chiare su come uscire da questo stallo alla messicana? La prossima sfida, ad Altamura, potrà chiarire sicuramente meglio lo stato delle cose. La speranza è che il tecnico trovi rapidamente la quadra, sopratutto in mediana e in attacco, e riporti la chiesa al centro del villaggio. Tutto questo, sia chiaro, senza dimenticare che il cammino fin qui condotto dai granata e la classifica sono decisamente positivi.
Foto sito US Salernitana




















