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E’ una richiesta che unisce cittadini e amministrazioni locali: riattivare la stazione ferroviaria di San Pietro Infine, mai entrata in esercizio nonostante l’inaugurazione del 4 aprile 2001 e situata lungo la linea Roma-Cassino-Venafro-Campobasso. La Pro Loco “Brigadiere Emilio Di Zazzo” ha presentato a RFI un’istanza ufficiale firmata da 241 cittadini e dai sindaci di nove comuni dell’Alto Casertano e del Basso Lazio, chiedendo la ristrutturazione e la definitiva attivazione della fermata.

A sostenere con forza l’iniziativa è Aldo Simonelli, candidato al Consiglio regionale della Campania con il Movimento 5 Stelle, che ribadisce l’importanza strategica dell’opera:
«Parliamo di un nodo importantissimo per la nostra comunità – sottolinea Simonelli – perché chi vive nelle aree montane, da Roccamonfina fino a Presenzano, è costretto ogni giorno a raggiungere Vairano per prendere un treno verso Venafro o il Molise. È una situazione insostenibile per pendolari, studenti diretti nelle scuole e università di Cassino e Roma, lavoratori della zona industriale di Pozzilli e per le tante aziende agricole che operano nel nostro territorio e che oggi possono raggiungere il Molise solo su strada.»

La stazione di San Pietro Infine era stata progettata proprio per rispondere a queste esigenze, come sottolinea Simonelli: «Questa infrastruttura fu costruita per diventare lo snodo naturale tra Campania, Lazio e Molise. È assurdo che sia rimasta inutilizzata per oltre vent’anni. E lo è ancora di più se pensiamo che troppo spesso, in campagna elettorale, abbiamo visto politici arrivare qui per promettere soluzioni immediate, salvo poi non farsi più vedere. I cittadini meritano serietà, non passerelle.»

La Pro Loco evidenzia come la riattivazione della fermata rappresenterebbe anche un volano per il turismo culturale e naturalistico, vista la vicinanza con siti come il Parco della Memoria Storica di San Pietro Infine, il Sacrario Militare di Mignano Monte Lungo, i castelli dell’area e i percorsi enogastronomici dell’Alto Casertano. Simonelli conferma il proprio impegno in questa direzione: «È una battaglia di civiltà -afferma -. Riattivare la stazione significa sostenere il lavoro, il turismo, le imprese agricole, gli studenti e le famiglie. Nei prossimi giorni incontrerò i sindaci e i cittadini della comunità montana per costruire un fronte comune. Questo territorio non può più essere lasciato indietro.»