È stata esclusa la punibilità per la particolare tenuità del fatto. Si è concluso così, dinanzi alla Sesta Sezione Penale del Tribunale di Napoli, presieduta dalla dott.ssa Daniele, il procedimento a carico di M. R., 56 anni, di Benevento, imputato per rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. L’uomo è stato difeso dall’avvocato Massimo Viscusi.
L’episodio risale al luglio 2024, quando il 56enne venne fermato dai carabinieri di Ischia dopo una accesa discussione con la propria compagna. Al momento del controllo, il 56enne avrebbe dapprima rifiutato di fornire le generalità, per poi – in un crescendo di tensione – aggredire i militari, che riportarono cinque giorni di prognosi a seguito della colluttazione. I militari furono costretti a intervenire con determinazione per bloccare l’uomo, procedendo poi al suo arresto.
All’udienza di convalida, l’arresto venne confermato, ma il 56enne fu scarcerato su richiesta congiunta di Pubblico Ministero e Difesa, con conseguente disposizione del giudizio per direttissima. Su istanza del difensore fu concesso un termine a difesa e il processo venne rinviato al 24 settembre, data in cui prese avvio il giudizio nelle forme dell’immediato. Nel corso dell’istruttoria furono ascoltati in aula i carabinieri di Forio d’Ischia intervenuti sul posto e la compagna dell’imputato, testimone oculare della vicenda. Il Pubblico Ministero, nella sua requisitoria, aveva richiesto una pena di un anno e otto mesi di reclusione. Tuttavia, le argomentazioni difensive esposte nella successiva arringa hanno condotto il Tribunale ad accogliere pienamente le ragioni del difensore. Al termine del dibattimento, il giudice ha pronunciato sentenza di non punibilità, riconoscendo per il 56enne la particolare tenuità del fatto.




















