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Regionali in Campania, promossi & trombati. Non poche le bocciature eclatanti a Napoli, tanti i casi di mancate riconferme. Al netto di futuri ripescaggi, sempre possibili per diversi motivi. In Casa Riformista (centrosinistra), fa rumore l’esclusione di Armando Cesaro, rimasto fuori con 14966 preferenze. Il coordinatore regionale di Italia Viva, ex consigliere di Forza Italia, è primo dei non eletti. Come lui Maria Grazia Di Scala (2232 voti), consigliera nelle ultime due legislature, e la capolista di casa Riformista, Teresa Rea (1991 voti), presidente dell’Ordine infermieri. Seconda dei non eletti in Avs (centrosinistra) è invece Souzan Fatayer (5.094 voti), esponente della comunità palestinese di Napoli. La ”palestinese napulitana in leggerissimo sovrappeso” l’aveva definita Paolo Mieli, durante una trasmissione radiofonica, scatenando una polemica (chiusa dalle scuse del giornalista). In Alleanza Verdi e Sinistra non eletti anche la consigliera uscente Roberta Gaeta (3980 voti), Sergio D’Angelo (4000 voti), capogruppo comunale a Napoli e Alessandro Cannavacciuolo (4127), attivista della Terra dei fuochi, protagonista di tante battaglie ambientaliste. In Avs manca l’elezione pure il giornalista Marco Esposito (2033 voti). E dopo due legislature, è fuori dal consiglio Valeria Ciarambino (3400 voti). Due volte candidata presidente del M5S, stavolta era in lista con Avanti Campania (centrosinistra). “In questo momento ho il cuore in subbuglio – il commento social di Ciarambino -, purtroppo è andata male. Dopo 10 anni termina qui la mia esperienza nelle istituzioni”.

Nella lista “Fico Presidente”, non approda in Regione Carlo Migliaccio (3901), consigliere comunale a Napoli. Esclusioni eccellenti anche nel Pd, partito più votato alle elezioni campane. Non eletta Enza Amato (14438), presidente del consiglio comunale di Napoli, all’attivo un’esperienza alla Regione nella legislatura 2015-2020. Stesso destino di un altro ex come Antonio Marciano (9200 voti). “A testa alta”, la lista deluchiana, registra l’esclusione di due “figlie d’arte”. Manca l’elezione Rossella Casillo (16018), il cui padre Tommaso è presidente della Soresa (Società Regionale per la Sanità), già sottosegretario nel governo Prodi, senatore e vicepresidente del consiglio regionale. Niente da fare anche per Vittoria Lettieri (14323), giovane consigliera uscente, figlia di Raffaele, ex sindaco di Acerra. Nella stessa lista, non eletto pure Carmine Mocerino, (11033 voti): ex presidente della commissione Anticamorra, era in consiglio regionale da quattro legislature. Consigliere uscente, non rieletto con A testa alta, è anche Diego Venanzoni (10977 preferenze). Non torna in consiglio anche un altro figlio d’arte: Giuseppe Sommese, 9633 voti in Avanti Campania. Il padre Pasquale è stato assessore e consigliere regionale. Nella medesima lista resta fuori anche Fulvio Frezza (6690 voti), altro consigliere uscente.

Ma anche nel centrodestra non mancano i delusi. In Fratelli d’Italia non torna in consiglio Marco Nonno (9605 voti), coordinatore del partito a Napoli città, giò consigliere (decaduto per condanna) nell’ultima legislatura. In Forza Italia falliscono l’obiettivo i consiglieri uscenti Franco Cascone (12048 preferenze) e Pasquale Di Fenza (1208 voti), quest’ultimo noto pure per il sostegno elettorale della tiktoker Rita De Crescenzo. Fuori anche il vicesegretario regionale di Fi, l’ex deputato Gianfranco Librandi (8185 voti), e Salvatore Guangi (8065 consensi), consigliere comunale di Napoli. Nella Lega niente rielezione per il capogruppo Severino Nappi (7737 preferenze), ex assessore regionale e due volte consigliere. Non rieletti pure gli uscenti Carmela Rescigno (6265 voti), attuale presidente dell’Anticamorra, e Felice Di Maiolo (7207 voti). E soltanto 964 consensi sono andati alla capolista Daniela Di Maggio. La candidatura della madre di Giogiò Cutolo, musicista e vittima innocente di criminalità, era stata presentata da Matteo Salvini a luglio in Senato. Niente rielezione anche per Maria Muscarà, battagliera consigliera ex M5S, all’attivo le ultime due legislature. Stavolta era in lizza con la civica “Cirielli Presidente”. Nessun exploit, infine, per Maria Rosaria Boccia (89 voti). La protagonista dell’affaire Sangiuliano era candidata con Dimensione Bandecchi: la lista del sindaco di Terni è rimasta lontana dalla soglia di sbarramento.