È iniziata la sfida di Champions League tra Napoli e Qarabag, ma al decimo minuto il tempo si è come sospeso. Tutti i tifosi presenti allo stadio hanno reso omaggio al più grande di tutti: sciarpe e bandiere azzurre alzate al cielo, un muro compatto e vibrante che ha celebrato Diego Armando Maradona a cinque anni dalla sua scomparsa.
In mattinata sui social era circolato un comunicato congiunto delle curve azzurre, che aveva anticipato il gesto collettivo: “Cinque anni fa ci lasciava il più grande di tutti i tempi, il nostro Diego. Stasera al decimo minuto alza al cielo o indossa tutto quello che hai, sciarpa o bandiera. Dobbiamo essere una muraglia in onore del “Pelusa“. Maradona è della gente”.
E così è stato. Al minuto 10, mentre la partita scorreva, lo stadio ha risposto compatto: sciarpe al vento, colori che sventolavano, un boato misto a commozione. Un attimo che ha unito passato e presente, memoria e identità, calcio e sentimento.
Perché Diego è ancora qui: nei cori, nei volti, nei ricordi. E soprattutto in quel gesto collettivo che ha reso il Maradona, ancora una volta, casa sua.




















