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“Sono a disposizione del partito“. Il segretario provinciale del PD Giovanni Cacciano ha risposto così nel corso di una Conferenza Stampa a chi gli chiedeva se era pronto a rassegnare le dimissioni dalla carica dopo l’assai poco brillante risultato elettorale conseguito dal Partito e da lui stesso, candidato alla carica di Consigliere regionale, alle votazioni del 23 e 24 novembre scorso.

Il PD sannita non è riuscito ad eleggere un proprio rappresentante in seno al Consiglio, perdendo il rappresentante che aveva conquistato nelle elezioni del 2020 e così l’analisi del voto è diventata inevitabilmente anche una disamina delle proprie responsabilità e di quelle di Rosa Razzano, presidente del Partito, anch’ella candidata e anch’ella non eletta, in vista anche delle scadenze politiche prossime che dovranno anche delineare il futuro del PD locale. Si parte subito con la riunione della Direzione provinciale.

Il PD ha ottenuto il 13,33% da parte dei (pochi) elettori aventi diritto recatisi alle urne (e tra questi pochi ben 5.500 circa hanno o annullato la scheda o votato scheda bianca); Giovanni Cacciano ha ottenuto 7803 consensi, mentre a Rosa Razzano sono andati 3829 voti.

Rispetto a questi numeri devono cambiare evidentemente le strategie e persino le alleanze locali: il segretario Cacciano non pare voler escludere di aprire le porte a Mastella, che evidentemente è riuscito a portare a casa, con l’elezione di Pellegrino Mastella, un ottimo risultato in termini di consensi, anche personali, su scala provinciale e non solo; ma non è ben chiaro come si potrebbe concretizzare questa manovra. Comunque, c’è da fare i conti con le diversificate posizioni interne ed occorre capire come si posizionerà il Partito nel conflitto tra le correnti che sono già sfociati in polemiche pubbliche roventi circa il posizionamento del Partito e che hanno delineato una posizione complessivamente contraddittoria che certamente non ha affatto giovato al Partito ed il riferimento, come è evidente, era rivolto alla dirigente dem Antonella Pepe, nei confronti della quale, in ogni caso, Cacciano ha lanciato stilettate: “Non oso pensare che altri all’interno del Partito abbiano fatto scelte diverse. In molti comuni noi siamo risultati primo partito in alcuni comuni della provincia di Benevento. Io quando sono stato solo sostenitore di un candidato ho girato molti paesi per passione. La passione o ce l’hai o non ce l’ hai”

Il segretario Cacciano, comunque, non esclude a priori un’alleanza con la formazione “Noi di Centro” di Clemente Mastella e comunque sottolinea che “il tema del quadro politico sia in prospettiva quello principale del dibattito al prossimo congresso”.

Il segretario ammette: “Non abbiamo eletto il consigliere. Sapevamo che per eleggerlo dovevamo raggiungere la prima posizione nella coalizione. C’è stata l’iper performance di Noi di Centro. Miravano al seggio ed eleggere un rappresentante in Consiglio e non l’abbiamo raggiunto”.

E’ stato leale Cacciano nel riconoscere che queste Regionali siano state un successo per Mastella: “Le elezioni hanno segnato l’exploit di Noi di Centro che ha eroso consensi tra tutte le liste di centrosinistra. A noi ha tolto qualche voto che ci avrebbe consentito di arrivare primi”.

Poi ha aggiunto: “In queste settimane abbiamo viaggiato in tanti paesi, conosciuto molte persone: abbiamo riattivato passioni sopite”.

Il segretario ha poi così continuato la propria analisi: “Gli altri sono stati abili nella media regionale. Noi di Centro vale il 3% qui nel Sannio il 18%. L’anomalia è qui tutta nel Sannio. Ha eroso consenso potenziale anche nel Pd con una partecipazione al voto molto basso di circa il 10% in meno di circa 5 anni è evidente che sia venuto meno una spinta del voto d’opinione”.

Poi ha puntualizzato: “Il nostro consenso è stato a mani nude, ma non è valso per altri. Dobbiamo essere da ponte verso il futuro e fermare anche qualche mal di pancia”.

E’ intervenuta quindi Rosa Razzano: “Dare voce spessore alle persone che ci hanno votato meritano rispetto. Ora ci sarà la fase congressuale ma gli oltre 13000 voti è un numero da cui ripartire per costruire e fare riflessioni importanti. Ci sono le condizioni per continuare e farlo insieme agli iscritti e tesserati”.